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La crisi attuale legata alla guerra con l'Iran ha messo in evidenza la fragilità dell'intera umanità e la sua incompetenza a risolvere i problemi basilari e più stupidi. Ora questa ultima guerra con l'Iran sta creando grossi problemi economici globali se non si riesce a porre termine e subito gli effetti negativi come aumenti dei tassi, della vita con tutte le sue conseguenze. Serve subito un programma energetico che abbassa i costi energetici e tuteli l'ambiente che messo alla prova provoca effetti distruttivi alternando periodi di siccità a quello di forti piogge.
Dovremmo trovare nuove fonti di energia valide come l'idrogeno che dovrebbe essere prodotto con l'elettricità o da alghe e batteri (idrogeno verde). Si potrebbe produrre volendo idrogeno dalle acque reflue. La dipendenza dei combustibili fossili ci sta portando all'autodistruzione. In particolare:
I ricercatori della UCO studiano l’idrogeno verde dal 2018, analizzando il ruolo di alghe e batteri nella sua produzione. Durante gli esperimenti, si sono accorti che la combinazione di queste due forme di vita non solo generava idrogeno, ma anche biomassa riutilizzabile e contribuiva alla depurazione delle acque reflue.
Le indagini si sono concentrate sulla Chlamydomonas, un’alga capace di collaborare con tre diverse specie batteriche:
- Microbacterium forte, che favorisce la produzione di idrogeno.
- Bacillus cereus e Stenotrophomonas goyi, che aiutano l’alga a crescere in modo ottimale.
Questo ecosistema biologico funziona in modo simbiotico: mentre l’alga fornisce vitamine e zolfo ridotto, i batteri restituiscono CO₂ e acido acetico, fondamentali per la crescita dell’alga stessa. Il risultato? Un consorzio più stabile e duraturo rispetto ad altre tecnologie sperimentate in passato.
Giuseppe autore di Aspirando a un mondo migliore fondato sul lavoro e dignità di tutti i cittadini.
divulgatore di pace e cooperazione.
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Stai cercando informazioni sul GCAP (Global Combat Air Programme), il progetto di cacciabombardiere di sesta generazione frutto della cooperazione tra Italia, Regno Unito e Giappone.

Caratteristiche principali
Il progetto GCAP prevede l'introduzione di un cacciabombardiere di sesta generazione entro il 2035. Si chiamerà Tempest e sarà il cacciabombardiere di sesta generazione che affiancherà l'F-35 e sostituirà l'Eurofighter Typhoon.
Il Tempest sarà pilotabile anche da remoto come un drone e non sarà bisonico come l'Eurofighter. Inoltre, il caccia GCAP sarà più lungo di 3-4 metri rispetto all'Eurofighter Typhoon, con maggiore autonomia operativa e architetture modulari per l'integrazione di droni, sensori distribuiti e payload dinamici.
Partner industriali
Le aziende coinvolte sono Leonardo per l'Italia, Mitsubishi Heavy Industries per il Giappone e Bae Systems per il Regno Unito.
Governance e accordi
I ministri di Italia, Giappone e Regno Unito hanno firmato il trattato che rappresenta un importante accordo nella progettazione condivisa e nella consegna di un aereo da combattimento di nuova generazione entro il 2035. Il trattato stabilisce che saranno in Gran Bretagna sia la sede dell'organizzazione governativa sia la sede di quella industriale per la real realizzazione del velivolo.
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Gli aliscafi a idrogeno potrebbero garantire i commerci in tutta italia soprattutto le isole e l'Italia e in particolare l'Italia meridionale. in effetti potrebbero risalire volendo i fiumi dove è possibile. E potrebbero localmente sostituire nei collegamenti la compagnia di bandiera ormai inesistente. Potrebbero favorire il commercio e il turismo di porti come Messina Catania Napoli Taranto con altri porti come Rodi, Creta, Miconos ecc, Gli aliscafi a idrogeno favorirebbero il mare nostrum, la pace, lo sviluppo, la cooperazione dei popoli perchè quando non circolano le merci passano le truppe. Naturalmente i commerci regolamentati da giuste leggi sono importanti per lo sviluppo dell'economia. L'Europa ha reagito ai dazi di Trump con accordi commerciali con il sudamerica e ora l'India per l'acquisto di acciaio anche se il settore allevamento bovino non ne avra alcun miglioramento perchè gli indiani venerano le mucche.
Gli aliscafi a idrogeno come gli idrovolanti dovrebbero a regime volare a 10 metri dal pelo d'acqua perchè corredati di microalette ai cui lati c'è un motore a reazione le cui prese d'aria sono in alto da cui parte se è possibile un compressore elettrico che manda l'aria compressa nella camera di combustione dove arriva idrogeno , l aria e magari finissima acqua polverizzata per creare il getto che uscirà dall'ugello del motore e creera la spinta necessaria, Questa è la mia idea da sviluppare. Mi sa che i motori a reazione sono impiegati anche nel modellismo. Gli aliscafi a idrogeno dovrebbero avere un vano guida a cui segue un vano turistico e un vano merci. Per una guida sicura dovrebbero avere l'intelligenza artificiale e corredati di radar per vedere e sviare eventuali ostacoli visto che in acqua ci sono i delfini e le balene. quest'ultime sono duemila o giu di li. Se ampliassimo l'attività navale a Taranto potremmo convertire con corsi nel breve gli operai ilva di cui 6000 in cassaintegrazione, in attività produttive. L'impiego degli aliscafi a idrogeno renderebbe inutile l'opera del ponte sullo stretto costosa e inutile e si potrebbero impiegare le risorse in altre opere come la messa in sicurezza a Niscemi, ora impossibile visto che il paese è caduto a valle e ora ci sono 1500 sfollati che hanno perso casa. Se avessero messo in sicurezza il territorio questo disastro non sarebbe successo. Questo disastro è accaduto perchè il territorio è stato soggetto a caldo torrido d'estate e poi a piogge monsoniche . Se avessero fatto quanto dovuto chessò siringhe di cemento a suo tempo questo disastro non sarebbe successo. Poi lo stretto di Sicilia è un po caotico sia per le faglie in gioco che ultimamente il Ciclone distruttivo che ha distrutto la costa con danni ingenti. Non sono facili le scelte per il futuro. Parimenti alla costruzione degli aliscafi servirebbe un piano energetico per fare scendere i costi dell' energia e comunque deve essere disponibile con leggi che favoriscono l'utenza singola, pannelli fotovoltaici condominiali che riducono i costi bollette delle singole utenze e creano una maggiorazione energetica, Importante è il lavoro utile continuativo che garantirà un futuro all'operaio specializzato giustamente pagato. Non bisogna lasciare nulla al caso. studiare tutto con la massima precisione. Fondamentale è garantirci il futuro
Giuseppe
divulgatore scientifico
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Le comunicazioni con fibra ottica sono sistemi di trasmissione dati che utilizzano filamenti sottili di vetro o plastica, chiamati fibre ottiche, per trasmettere segnali sotto forma di impulsi luminosi. Questi sistemi sono ampiamente utilizzati nelle telecomunicazioni, nelle reti Internet e in altre applicazioni di trasmissione dati grazie alle loro caratteristiche di alta capacità, velocità e affidabilità.

Principi di funzionamento delle comunicazioni con fibra ottica:
- Trasmissione della luce: I dati vengono convertiti in impulsi di luce tramite dispositivi chiamati laser o LED.
- Guidaggio della luce: La fibra ottica sfrutta il principio della riflessione totale interna per mantenere la luce all’interno del filo, permettendo trasmissioni su lunghe distanze senza significative perdite.
- Ricezione: Alla destinazione, i segnali luminosi vengono convertiti nuovamente in segnali elettrici per essere elaborati dai dispositivi di ricezione.
Tipologie di fibre ottiche:

- Fibre monomodali: Ideali per lunghe distanze, permettono il trasporto di un solo modo di luce, riducendo dispersione e perdita di segnale.
- Fibre multimodali: Utilizzano più modi di luce, adatte per distanze più brevi, come nelle reti locali.
Vantaggi delle comunicazioni con fibra ottica:
- Elevata banda passante
- Minime perdite di segnale
- Immunità alle interferenze elettromagnetiche
- Sicurezza nella trasmissione dei dati
Applicazioni:
- Internet ad alta velocità
- Reti telefoniche e televisive
- Connessioni tra data center
- Sistemi di sorveglianza e sicurezza
Giuseppe
divulgatore scientifico
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La Cina ha acceso nel deserto del Gobi nei pressi della città di wuwei nella provincia di Gansu,un reattore nucleare al torio in sali fusi. Un reattore nucleare a sali fusi (MSR, acronimo di Molten Salt Reactor) è un tipo di reattore nucleare a fissione dove il refrigerante primario, o persino il combustibile stesso è un miscuglio di sali fusi. I reattori nucleari a sali fusi operano a una temperatura superiore a quelli refrigerati ad acqua così da avere un rendimento termodinamico superiore, restando però a una pressione di vapore bassa.
Operare vicino alla pressione atmosferica riduce le sollecitazioni meccaniche, semplifica gli aspetti progettuali e migliora la sicurezza. Dovrebbe essere possibile costruire e far operare reattori a sali fusi in modo più economico rispetto alle centrali a carbone.
Il combustibile nucleare può essere solido o disciolto nel refrigerante stesso. In molti progetti il combustibile nucleare è disciolto come tetrafluoruro di uranio (UF4) in un refrigerante fatto di sali di fluoruro. Il fluido diventa critico in un nucleo di grafite che fa da moderatore. I reattori con combustibile allo stato solido utilizzano elementi ceramici dispersi in una matrice di grafite, il sale fuso rimuove il calore operando a bassa pressione e temperatura elevata. I sali sono molto più efficienti dell'acqua nel rimuovere il calore dal nucleo, riducendo la necessità di pompare il liquido, il diametro delle tubazioni e le dimensioni del nucleo.
Il cuore del sistema è il FLiBe, una miscela liquida di fluoruro di litio e fluoruro di berillio, in cui sono disciolti torio e uranio HALEU (a basso arricchimento ma ad alta concentrazione). Il reattore opera a pressione atmosferica, eliminando la necessità di contenitori ad alta pressione e migliorando significativamente la sicurezza e l’impatto ambientale.
Giuseppe
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