LK-99 è composto da piombo, rame, ossigeno e fosforo e secondo chi lo ha sintetizzato può essere definito un superconduttore: vale a dire un elemento con resistenza elettrica quasi nulla (il che significa non perdere energia sotto forma di calore) e che, inoltre, se sospeso sopra a un magnete, levita espellendo il campo magnetico e generando correnti superficiali.

La particolarità presunta di LK-99 era che potesse fare tutto questo a temperatura ambiente, laddove oggi, invece, servono temperature estreme, quindi anche molto costose da riprodurre nelle applicazioni in cui i superconduttori vengono usati, come gli acceleratori di particelle o nelle macchine per la risonanza magnetica.

Dopo la scoperta, il processo scientifico ha fatto il suo corso. In varie parti del mondo diversi gruppi di ricercatori e scienziati hanno replicato LK-99: e non hanno ottenuto gli stessi effetti promessi.

Una ricerca realizzata in India non ha trovato "tracce di superconduttività a temperatura ambiente" e lo stesso vale per una ricerca svolta in Cina e anche nel Regno Unito, in cui "non abbiamo osservato alcun segno di superconduttività nei campioni di LK-99".

Alla base dell'approccio scientifico, e della validazione di una scoperta, c'è la possibilità di replicare un risultato: così fosse, dimostrerebbe che non è stato un caso o una conseguenza fortuita, bensì un risultato dimostrabile e quindi concreto.

Così, per ora, non sembra essere per LK-99, che a oggi sta diventando sempre meno il superconduttore promesso.