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Quando l'uomo divenne stanziale dandosi all'agricoltura e all'allevamento, creò i primi centri abitati e la proprietà. Da questo momento scoppiò la lotta tra chi aveva e no dando luogo alla suddivisione fra uomini liberi e schiavi. Da allora iniziò la lotta per eliminare la sopraffazione fra gli uomini e una migliore distribuzione della ricchezza prodotta; questa lotta continua tutt'oggi e, sembra che stiamo andando indietro.
Nel XVI secolo un monaco tedesco Martin Lutero, giunto a Roma scoprì la corruzione in cui viveva la chiesa e, col suo operato inizio l'opera di distacco dalla Chiesa che portò al protestantesimo.
Particolarmente ardua divenne la lotta in Germania dove in particolare i contadini vivevano in condizioni misere oppressi dai proprietari e principi; se un contadino divenive inabile o moriva la sua famiglia veniva scacciata e finiva nella miseria. Con le prediche di Lutero, la traduzione della Bibbia in tedesco, in cui il Sacro libro affermava che l'Uomo avesse la priorità sul creato molti oppressi che vivevano in miseria credettero di poter avanzare richieste che presto portarono a violenze, distruzione e morte.
Thomas Müntzer (circa 1489-1525) è stato un teologo e riformatore tedesco, noto per il suo ruolo attivo nella Riforma Protestante e per la sua partecipazione alla Guerra dei contadini tedeschi. Müntzer si distinse per le sue idee radicali, in particolare per la sua critica alla Chiesa cattolica e per la sua visione di una comunità cristiana basata sulla fede personale e sull'uguaglianza sociale.
Müntzer credeva che la vera fede dovesse portare a un cambiamento sociale e che i cristiani dovessero lottare contro l'ingiustizia sociale e oppressione. Era influenzato dalle idee di Martin Lutero, ma si allontanò dalla riforma luterana per promuovere un approccio più militante e rivoluzionario.
Durante la Guerra dei contadini, Müntzer si schierò dalla parte dei contadini oppressi, sostenendo le loro richieste di diritti e giustizia sociale. Purtroppo, la rivolta fu schiacciata nella Battaglia di Frankenhausen (15 maggio 1525) e Müntzer fu catturato, torturato e giustiziato insieme au diversi capi. La sua eredità è complessa: viene visto sia come un martire della giustizia sociale sia come un innovatore nel pensiero teologico del tempo.
Questa sconfitta fu definitiva dopo che negli altri scontri militari furono debellate completamente le formazioni e le bande contadine esistenti.
La lotta per riparto della ricchezza prodotta per il miglioramento vita di ogni lavoratore continua tutt'oggi dove occorre aggiornare l'intero sistema economico al fine di garantire ogni essere umano nell'arvo della vita lavorativa e poi un pensione.
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IL MESSICO e punti caldi della terra OGGI.
Il Messico attuale credo che non ha risolto i suoi problemi sociali e di equa distribuzione della ricchezza e, a questo si aggiunge lo strapotere delle multinazionali come la Coca Cola che da documentari paga i commercianti in bottiglie di Coca Cola: un problema, la commerciante messicana aveva il diabete e, non può prendere bibite zuccherine!
Il problema del muro con confine messicano voluto da Trump. Questo muro è voluto per ridurre la presenza di sudamericana negli stati USA che attualmene sfrutta gli immigrati e, poi quando non servono più li espelle! Questo stato di cosenon può avere nulla di buono se non creare instabilità globale come avviene in Palestina dove i palestinesi, soggetti da decenni a soprusi e a una vita senza onore compiono e subiscono atti di violenza compiuti in nome di Allah gli uni e gli altri in nome fi Javeh. Serve una politica di rappacificazione globale, un aggiornamento dell'ONU della Banca Mondiale, dell'FMI, programmi di Sviluppo Globali che diano dignità ad ogni essere umano senza alcuna distinzione per porre fine ad ogni guerra: il problema è che ci sono forti interessi in cui alla morte e distruzione da una parte, ci sono forti guadagni per una minoranza ridotta dall'altra. La sensazione è di vivere in un mondo di FESSI!
Giuseppe
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Albert Göring (1895-1966) è stato un personaggio storico controverso, noto principalmente per essere il fratello minore di Hermann Göring, uno dei principali leader nazisti e sostenitore di Adolf Hitler. Albert è spesso ricordato non solo per il suo legame familiare con uno dei più famosi criminali di guerra, ma anche per le sue azioni che contraddicevano le ideologie del regime nazista.
Biografia e contesto storico
Albert Göring nacque il 9 febbraio 1895 a Rosenheim, in Baviera. Durante la sua vita, sviluppò una forte avversione per il regime nazista e le sue politiche oppressive. Mentre Hermann Göring divenne uno dei più temuti funzionari del regime, Albert si distinse per la sua umanità e la sua disponibilità ad aiutare i perseguitati dal regime, in particolare gli ebrei.
Azioni contro il regime nazista
Albert è noto per aver utilizzato la propria posizione e il suo nome per salvare molte persone durante l'Olocausto. Si dice che abbia fornito documenti falsi e permessi di sicurezza a ebrei e dissidenti politici, permettendo loro di fuggire o di nascondersi. Questo suo comportamento ha suscitato interesse e ammirazione, creando una sorte di contrasto tra lui e suo fratello.
Dopo la Seconda Guerra Mondiale
Dopo la guerra, Albert Göring fu arrestato e, in un primo momento, detenuto come prigioniero di guerra. Tuttavia, la sua vita dopo la guerra fu segnata da difficoltà. Sebbene fosse stato inizialmente visto come un possibile testimone dell’orrore nazista, affrontò l'ostracismo e la diffidenza a causa della sua parentela con Hermann. Nonostante le sue azioni coraggiose, visse in condizioni modeste, lontano dai riflettori, e spesso lottò con la sua identità e il peso della storia familiare.
Riflessioni finali
Albert Göring rappresenta una figura complessa nella storia tedesca del XX secolo. La sua vita mette in evidenza la possibilità di scelta anche in contesti estremi e pone interrogativi sulle responsabilità e le colpe legate ai legami di sangue. La sua storia è un esempio di coraggio individuale che si contrappone all'ideologia totalitaria e all'odio, e serve come monito contro l'indifferenza di fronte all'ingiustizia. Oggi, la sua figura è spesso rivisitata in studi e documentari che cercano di comprendere le sfumature della moralità umana in tempi di crisi.
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Matthias Erzberger (Münsingen, 20 settembre 1875 – Bad Peterstal-Griesbach, 26 agosto 1921) è stato un politico, diplomatico e saggista tedesco, leader della sinistra del partito cattolico e firmatario per la Germania dell'armistizio di Compiègne.
A novembre del 1918 per trattare la resa della Germania dopo quattro anni di guerra infinita, di mattanza industriale in cui milioni di soldati in nome del loro onore e della Patria sacrificarono la loro vita. Molto probabilmente, i militari, molto probabilmente Ludendorff mandarono Erzberger a discutere la resa che avvenne a Compiegne in un vagone del treno: qui gli alleati furono duri con Erzberger, che nonostante le sue proteste fu costretto a firmare. La Germania, grazie al blocco navale, fu ridotta alla fame e ci furono molte rivolte che portarono alla abdicazione dell'imperatore Guglielmo e al passaggio alla repubblica di Weimar. Col Trattato di Parigi si decise che la Germania avrebbe pagato i danni di guerra. La colpa di tutto ricadde su Matthias Erzberger che qualche anno dopo fu assassinato da estremisti. La Germania ricevette aiuti economici dagli USA e fu invasa dall'esercito francese nella Ruhr. La sopraffazione subita dalla Germania. la crisi del 1929 con l'affacciarsi e l'affermarsi del partito nazista portarono alla Seconda Guerra Mondiale.
Se avessero fatto accordi più accondiscendenti con i vinti, in particolare con la Germania, la Società delle Nazioni fosse stata più funzionale e gli USA non si siano rinchiusi nel loro isolazionismo forse non ci sarebbe stata la Seconda Guerra Mondiale.
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Ciro il Grande, noto anche come Ciro II di Persia, è una figura storica di grande rilevanza, non solo per la storia dell'antico Impero Persiano, ma anche per l'eredità culturale e politica che ha lasciato. Nato intorno al 600 a.C. in Persia (nell'attuale Iran), Ciro è ricordato soprattutto per due eventi significativi: la fondazione dell'Impero Persiano e la creazione della prima dichiarazione dei diritti umani.
Fondazione dell'Impero Persiano
Ciro salì al potere come re dei Persiani alla morte del padre Cambise I nel 559 a.C. e, attraverso una serie di campagne militari intelligenti e strategiche, unificò le tribù persiane sotto il suo comando. Nel 550 a.C., sconfisse il re dei Medi, Astiage, consolidando il controllo sulla regione e dando inizio a una nuova era di espansione persiana. La sua abilità come condottiero e la capacità di utilizzare alleanze strategiche furono fondamentali per la sua ascesa.
L'Impero Persiano sotto il suo comando si espanse rapidamente, conquistando territori che si estendevano dall'Asia Minore alla parte occidentale dell'India. Conquista importante fu quella di Babilonia nel 539 a.C., che segnò un punto cruciale nella storia del Medio Oriente. Questo evento non solo ampliò il potere e l'influenza di Ciro, ma mostrò anche la sua approccio relativamente tollerante nei confronti delle culture e delle religioni locali, contrariamente ad altri conquistatori dell'epoca.
Il Cilindro di Ciro
Uno dei suoi contributi più significativi è il "Cilindro di Ciro", considerato da molti come la prima dichiarazione dei diritti umani. Nel Cilindro, Ciro annuncia la sua politica di tolleranza religiosa, il diritto dei popoli conquistati a mantenere le proprie tradizioni e culture e l'importanza di ripristinare i templi distrutti. Questo documento, che oggi è conservato al British Museum, è visto non solo come un simbolo di giustizia e umanità, ma anche come un precursore dei moderni diritti umani.
Innovazioni Amministrative
Ciro il Grande introdusse anche riforme amministrative valide, creando un sistema che permise una gestione più efficiente del vasto impero. Suddivise le sue terre in province, note come satrapie, governate da funzionari locali che mantennero una certa autonomia purché pagassero tributi a Persepoli, la capitale del suo impero. Questo sistema contribuì a pacificare i territori conquistati e a facilitare l'integrazione delle diverse culture sotto il dominio persiano.
Eredità e Influenza
Ciro il Grande è ricordato non solo come un grande conquistatore, ma anche come un sovrano saggio e giusto. La sua figura è stata celebrata da storici e scrittori nel corso dei secoli, e il suo modello di governance ha influenzato numerosi imperatori e leader successivi. Anche nel contesto religioso, è visto come un personaggio positivo, in particolare nel giudaismo, dove viene considerato un liberatore del popolo ebraico dalla schiavitù babilonese.
Morì nel 530 a.C. in battaglia, all'età di 61 anni combattendo contro gli Sciti Massageti e fu sepolto nella tomba monumentale di Pasargada ma il suo impero continuò a prosperare sotto la guida del suo successore, Cambise II, e fu ulteriormente ampliato da Dario I. Secondo Erodoto Ciro fu sconfitto e catturato nella battaglia contro i nomadi Massageti e successivamente fatto uccidere dalla regina Tomiri per la morte del figlio. Ciro il Grande rimane comunque un simbolo di leadership illuminata e un modello politico ancora studiato e venerato nella storia.
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