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Matthias Erzberger (Münsingen, 20 settembre 1875 – Bad Peterstal-Griesbach, 26 agosto 1921) è stato un politico, diplomatico e saggista tedesco, leader della sinistra del partito cattolico e firmatario per la Germania dell'armistizio di Compiègne.

A novembre del 1918  per trattare la resa della Germania dopo quattro anni di guerra infinita, di mattanza industriale in cui milioni di soldati in nome del loro onore e della Patria sacrificarono  la loro vita. Molto probabilmente, i militari, molto probabilmente Ludendorff  mandarono Erzberger a discutere la resa che avvenne a Compiegne in un vagone del treno: qui gli alleati furono duri con Erzberger, che nonostante le sue proteste fu costretto a firmare. La Germania, grazie al blocco navale, fu ridotta alla fame e ci furono molte rivolte che portarono alla abdicazione  dell'imperatore Guglielmo e al passaggio alla repubblica di Weimar. Col Trattato di Parigi si decise che la Germania avrebbe pagato i danni di guerra. La colpa di tutto ricadde su Matthias Erzberger che qualche anno dopo  fu assassinato da estremisti. La Germania ricevette aiuti economici dagli USA e fu invasa dall'esercito francese nella Ruhr. La sopraffazione subita dalla Germania. la crisi del 1929 con l'affacciarsi e l'affermarsi del partito nazista portarono alla Seconda Guerra Mondiale.

Se avessero fatto accordi più accondiscendenti con i vinti, in particolare con la Germania, la Società delle Nazioni fosse stata più funzionale e gli USA non si siano rinchiusi nel loro isolazionismo forse non ci sarebbe stata la Seconda Guerra Mondiale. 

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