La regolite è una polvere sottile lunare. La regolite è l'insieme eterogeneo di sedimenti, polvere e frammenti di materiale, che compongono lo strato più esterno della superficie dei pianeti rocciosi come la Terra o Marte e dei corpi celesti come le lune e gli asteroidi. Il termine regolite è la traduzione italiana dell'inglese regolith. Il vocabolo fu ripreso ed ampiamente adattato dal geologo George Perkins Merrill,] e deriva dall'unione dei termini greci rêgos (mantello) e lithos (pietra)
Da molto tempo si cerca di capire come poter sfruttare la regolite, il minerale di cui si compone la quasi totalità della superficie lunare, per fabbricare pannelli solari e produrre dunque energia direttamente sulla Luna. La regolite, infatti, contiene tutti gli ingredienti necessari alla fabbricazione di pannelli solari come silicio, ferro, magnesio, alluminio e altro.
Adesso, Blue Origin, l'azienda fondata da Jeff Bezos che fa parlare soprattutto per i suoi razzi spaziali riutilizzabili, sembra che accelererà la realizzazione di questo progetto, con la nuova tecnologia Blue Alchemist. L'azienda, infatti, sostiene di essere riuscita a produrre pannelli solari e cavi per la trasmissione dell'elettricità a partire da un suolo lunare simulato composto da un materiale che è chimicamente e mineralogicamente equivalente alla regolite lunare.
Si potranno estrarre i materiali necessari per produrre i pannelli fotovoltaici dalla regolite tramite elettrolisi. Un reattore alimentato da energia elettrica in grado di applicare una temperatura di 1600 gradi centigradi e di fondere la regolite per poi poter procedere all'estrazione dei materiali. La Blue Origin, dichiara che questa tecnologia è in grado di produrre silicio puro al 99,999%.
Dai sottoprodotti ottenuti dalla reazione, gli ingegneri di Blue Alchemist sono in grado di fabbricare pannelli fotovoltaici dotati della copertura in vetro necessaria per resistere almeno un decennio sulla superficie lunare.
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L'obiettivo di Blue Origin è quello di vendere la nuova tecnologia alla NASA e contribuire alla missione Artemis, con cui si vuole riportare l'essere umano sulla Luna in maniera sostenibile. Artemis sostiene che il soggiorno sulla Luna degli astronauti sarà più prolungato rispetto a quello del programma Apollo, il che richiede l'installazione di infrastrutture e sistemi di alimentazione per i quali Blue Alchemist potrebbe offrire un grande contributo.
Lo stesso processo di elettrolisi potrebbe anche essere utilizzato per la produzione di metalli per la costruzione di habitat e per ottenere l' ossigeno, il che si tradurrebbe nella capacità di autosostenersi sulla Luna senza dover portare tutto il necessario dalla Terra. Si tratta per ora ancora di progetti avveniristici, ma è interessante come una giovane azienda come Blue Origin stia muovendo i primi passi per supportare lo sviluppo delle tecnologie.
Blue Origin ha suddiviso le sue attività in "Advanced Development Programs" in due unità, una indirizzata sui sistemi nello spazio come la sua stazione spaziale Orbital Reef e un'altra esclusivamente sulle attività lunari.
Giuseppe
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divulgatore scientifico, di sana economia
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