Abbiamo 610 ospiti e nessun utente online

SCELTA LINGUA

Seleziona la tua lingua

Lo stato degli impianti dell'ILVA , se usurati e non fatta manutenzione e aggiornamenti negli anni sta portando a 3500 operai di taranto in cassaintegrazione che in sistema efficiente va eliminata. Le diverse attività vanno monitorate e se si rendono passive vanno convertite in un  periodo di sei mesi preparando gli operai nella conversione. Dobbiamo finirla con i licenziamenti con email in cui gli operai si trovano in mezzo alla strada da un giorno all'altro.,,,,.le delocalizzazioni che ci fanno perdere maestranze e creano miseria. Ora l'ILVA è stata creata sessanta anni fa per combattere la miseria che c'era a Taranto perchè le attività come l'arsenale, erano insufficienti a dare un lavoro e una certezza ai Tarantini. La buona politica ha fatto aprire l'Ilva che ha creato in Taranto e provincia un certo benessere. Ora se non si risolve questo problema ci saranno 3500 operai messi in cassaintegrazione. Poi bisogna vedere i lavoratori nell'indotto e cioè i piccoli proprietari di mezzi di trasporto di prodotti ILVA che magari non sono pagati da mesi visto che uno ha posto il problema al telegiornale mesi fa. Poi l'ILVA di Taranto è interconnessa con le attività di altre attività siderurgiche d'Italia. Bisogna dare una giusta risposta alla risoluzione del problema non sprecando le risorse che abbiamo a disposizione. Bisogna vedere quanto serve per fare funzionare gli impianti per metterli in produzione. L'attività siderurgica non va persa e potrebbe essere ripresa con il risparmio tutelato che sarebbe un prestito obbligazionario di 5 o 10 anni che da netto ai risparmiatori il 3 % a cui si dovrebbe aggiungere uno 0,5% di gestione e uno 0,5% di assicurazione e quindi costerebbe in totale il 4% e dovrebbe essere impiegato per la realizzazione di grandi opere e per riattivare le attività. Resta da capire in che stato stanno gli impianti del siderurgico di Taranto e che capitale serve. Il risparmio italiano è di 2600 miliardi e nelle banche è improduttivo. Bisogna vedere di questo risparmio quanto si può prendere per lo sviluppo del paese e se inferiore al capitale presente bisognerebbe aggiungere quello futuro che consiste in rate a partire da 50 euro per tutti i lavoratori che vogliono investire. Questo risparmio tutelato è molto complesso e se realizzato in certi modi riattivando l'economia agirà come vedremo sulle pensioni: con si può lavorare fino a 70 anni ma basterebbero 35 anni di lavoro continuativo.

Quindi riattivare l'ILVA col risparmio tutelato e creare commesse con l'ampliamento della linea ferroviaria come accennato alimentata da sue risorse con suoi pannelli fotovoltaici in perowskite ad alto rendimento che producono l'energia per attivare le sue motrici e l'aria climatizzata nelle carrozze. POI l'impiego dell'AI per migliorare il servizio e ridurre gli infortuni. Occorrono per la linea ferroviaria norme europee  e sarebbe bello realizzare una grande ferrovia europea e un unica grande linea elettrica europea. Lo sviluppo di queste attività dovrebbero creare molti posti di lavoro continuativo ben pagato che dovrebbe portare a pensioni sostenibili. Poi c'è l'attività degli aliscafi che vanno a idrogeno che favorendo i collegamenti marittimi dovrebbero portare al mare nostrum collegando città marittime come Taranto, Napoli, alle isole greche come mikonos, Creta  ecc. contribuendo ad attivare l'economia dell'intero Mediterraneo. Nulla è impossibile quando c'è la volontà di creare ricchezza per tutti responsabilizzando tutti i lavoratori

Giuseppe

Maresciallo della Repubblica.

Supersapiens.it  Promozione Sviluppo Globale Benessere.