In questi giorni stiamo assistendo alla fine delle ostilità nella striscia di Gaza. Le cause vanno indietro di decenni, da quando Israele si è impadronito del territorio lasciando poco ai palestinesi in cui poi è intervento Hamas che lanciava missili su Israele. L'odio tra i due paesi è sfociato nell'attacco del 7 ottobre 2023 dove un migliaio di israeliani presenti a una festa sono stati uccisi e fatti prigionieri centinaia di ostaggi di cui dopo due anni Israele chiede il rilascio che potrebbe avvenire il prossimo martedi. Rimangono le cause perchè entrambe le due fazioni fanno riferimento a dio che ha concesso loro il territorio.

Alla ricostruzione dovrebbe seguire programmi che invitano alla cooperazione e a ridurre i reciproci odi. Si dovrebbe partire dalla ricostruzione perchè la striscia è ridotta a un inferno. Ma resta da capire chi debba investire. Potrebbero essere i paesi arabi ricchi o vedere se di fronte a Gaza nel mare siano stati scoperti giacimenti petroliferi. Conteso per anni, ora la licenza di utilizzo è condivisa da un fondo arabo ed Eni Notizia di Avvenire. Sembra che attualmente sono operativi tre giacimenti: Tamar, Leviathan e Karish. Un nuovo giacimento, Olympus, è stato scoperto nel 2022. L'immenso giacimento Leviathan (623 miliardi di metri cubi) e quello di Tamar (200 miliardi) costituiscono le principali risorse di gas .Oggi,10 ottobre, Israele ha firmato e ci si augura che i bombordamenti finiscano e arrivino gli aiuti alla popolazione di Gaza. L'ideale sarebbe che queste guerre cessino in futuro ma, gli interessi sono infiniti e partendo dal Mediterraneo si costituisse come in passato il Mare Nostrum ponendo fine ale guerre dimenticate di Siria e Libano.
Giuseppe
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