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Il volo aereo, cioè il mezzo più pesante dell'aria,  sin dagli inizi ha superato diversi primati come la traversata della Manica, poi la celebra traversata di Charles Lindbergh nel 1927 che partendo dagli USA arrivò in Francia, alla successiva trasvolata atlantica degli idrovolanti di Cesare Balbo. Da allora il mezzo aereo ne ha fatti di sviluppi tecnologici e primati. In questa epoca di globalizzazione, si tende al volo ipersonico in modo da raggiungere in poche ore punti molto distanti del pianeta grazie al volo ipersonico: questo volo però ha il problema delle alte temperature raggiunte, fino a 2200° C dovuto all'attrito fra la struttura aerea e l'aria soprattutto quanto si superano i 5 MACH. Le alte temperature che sollecitano le strutture aeree agiscono sul profilo che potrebbe perdere portanza  in seguito a variazione e quindi farlo precipitare.   Un fenomeno fisico che non si può evitare. Il fenomeno chiamato ‘ablazione’ deforma la forma angolare di qualsiasi veicolo oltre la velocità di Mach 5 a causa del calore intenso, il che influisce sulle prestazioni complessive del veicolo e sull’efficienza.

Per risolvere questo problema, il Centro di ricerca tecnologica RTX ha sviluppato un’idea innovativa: far sudare i veicoli ipersonici come gli esseri umani. Il centro, che sta lavorando in base a un contratto della Defense Advanced Research Projects Agency (DARPA) degli Stati Uniti, ha sviluppato un prototipo di sistema di raffreddamento che imita il modo naturale del corpo umano di regolare il calore.

Il sistema è costituito da una rete di piccoli canali incorporati negli spigoli dei veicoli ipersonici, che sono le parti maggiormente esposte ai picchi dic aolre.  Questi canali trasportano un liquido refrigerante sulla superficie del veicolo, dove evapora e quindi riduce il calore e il riscaldamento. In questo modo, il veicolo può mantenere la sua forma e aerodinamica, che è cruciale per un volo stabile ed efficiente.

A questo bisogna aggiungere che il futuro impiego di motori a idrogeno contribuirà a inquinare meno tutelando l'ambiente.

Giuseppe

divulgatore scientifico

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