Per produrre energia eolica, è necessario catturare la forza del vento grazie ad un aerogeneratore, una versione moderna degli antichi mulini.
Quando il vento soffia con sufficiente intensità, la sua forza attiva le pale, il cui movimento innesca un rotore, racchiuso all’interno di un telaio chiamato navicella.
Il moto del rotore viene trasmesso ad un moltiplicatore di giri. Questo ne accelera la rotazione e lo trasferisce all’alternatore, che ha il compito di trasformare l’energia meccanica in elettrica. Durante tutto il processo un sistema di controllo monitora il funzionamento dell’intera navicella, così da assicurare che il tutto avvenga con il massimo dell’efficienza.
Una volta prodotta, la corrente viene trasferita tramite un cavidotto ad un trasformatore, che raccoglie tutta l’elettricità generata dalle numerose pale del parco eolico e la rende disponibile sulla rete.
L’eolico è una fonte di energia già tecnologicamente matura e dalle enormi potenzialità. Sempre più competitivo, occupa una quantità ridotta di suolo sviluppandosi in altezza, richiede poca manutenzione e si integra alla perfezione in un modello di economia circolare.
Gli impianti italiani sono più concentrati al Sud e generano un sesto dell’energia green italiana. Grazie al vento vengono prodotti ogni anno 20 terawattora di energia, e si prevede che la potenza installata possa quasi raddoppiare nel 2030.
Un parco eolico offshore è un impianto di produzione di energia elettrica che usa turbine eoliche poste in mare aperto, di solito a una distanza di alcuni chilometri dalla costa.