Temporali, piogge torrenziali e grandine: non proprio ciò che ci si aspetta dal meteo a Dubai. Eppure, la scorsa settimana, come in due episodi a febbraio, la capitale degli Emirati Arabi Uniti, così come altre città, è stata sommersa dall’acqua. In tutti i casi, le autorità emiratine avevano rilasciato comunicati di emergenza e avvertito la popolazione di rimanere il più possibile in casa ed evitare spostamenti, poiché il Paese sarebbe stato attraversato da forte maltempo. Quel che è interessante è che gli Emirati Arabi Uniti hanno condotto diversi passaggi aerei per l’inseminazione delle nuvole, ovvero hanno utilizzato le tecniche del cloud seeding in almeno due di questi episodi, con decine di voli effettuati per la stimolazione della pioggia. Gli Emirati Arabi Uniti sono infatti oggigiorno all’avanguardia sullo sviluppo e l’applicazione di queste tecniche e hanno uno specifico programma che se ne occupa in maniera costante.
La scorsa settimana, l’Autorità nazionale per la gestione delle emergenze, delle crisi e dei disastri degli Emirati Arabi Uniti (NCEMA) ha avvertito i residenti di prendere precauzioni poiché nel fine settimana il Paese sarebbe stato attraversato da temporali e forti piogge. In una trasmissione speciale di giovedì, l’ente degli Emirati Arabi Uniti ha affermato che il Paese avrebbe sperimentato condizioni meteorologiche avverse da venerdì sera fino a mezzogiorno di domenica e che, oltre alle piogge e ai temporali, si sarebbero potute verificare forti grandinate. Stessa cosa era accaduta il 25 e 26 febbraio, così come dall’11 al 13 febbraio. Questi eventi metereologici avvenuti nell’ultimo mese a Dubai sarebbero stati favoriti da vaste operazioni di cloud seeding, ovvero l’inseminazione delle nuvole, come sostenuto dalle stesse autorità emiratine.
Ahmed Habib, esperto di clima del Centro Nazionale di Meteorologia (NCM), ha dichiarato: «Abbiamo condotto 27 operazioni di inseminazione delle nuvole tra l’11 e il 15 febbraio, prendendo di mira nuvole con condizioni favorevoli, caratterizzate da forti correnti ascensionali e alta umidità. Queste missioni miravano a migliorare le precipitazioni nel Paese». Per il 25 e 26 febbraio, ugualmente, Ahmed Habib aveva anticipato la possibilità di forti piogge qualora le nuvole fossero risultate “seminabili” dalla Divisione di inseminazione delle nuvole dell’NCM, la quale monitora regolarmente le nubi convettive che si formano a causa di un aumento della temperatura superficiale. Come spiegato da Habib, queste nuvole, che si alzano verso l’alto e assomigliano a batuffoli di cotone impilati l’uno sull’altro, sono quelle più favorevoli al successo dell’inseminazione. Al momento non sembrano esserci dichiarazioni ufficiali per quanto concerne il fronte temporalesco della scorsa settimana, che ha causato forti allagamenti a Dubai così come in altre città del Regno. D’altronde, gli Emirati Arabi Uniti hanno comunicato che, per il 2024, prevedono di effettuare circa 300 voli di inseminazione delle nuvole, come spiegato da Omar Alyazeedi, vicedirettore dell’NMC.