Il lancio della sonda Hera è fondamentale per la difesa e tutela della terra per evitare in futuro la collisione del nostro pianeta con meteoriti che se di grandi dimensioni possono determinare gravi danni alla vita terrestre. 66 milioni di anni fa un meteorite di grosse dimensioni pose fine all'era dei grandi rettili e all'affermarsi dei mammiferi: anche noi uomini siamo il risultato dell'evoluzione partendo dai piccoli mammiferi come il basileus, una sorta di sorcio preistorico, in milioni di anni sino ad oggi. Lo scopo di queste missioni è studiare gli asteroidi, la loro natura, evitando un loro futuro impatto col nostro pianeta. Non solo: in futuro si potranno estrarre i materiali preziosi contenuti dagli asteroidi come platino, iridio,.... magari controllando il tutto dalla terra anche se si parla di colonizzazione della luna e di marte.
Il 7 ottobre, alle 16:52 ora italiana, un razzo Falcon 9 di SpaceX ha lanciato con successo la sonda Hera dell'Agenzia Spaziale Europea (ESA) dalla base di Cape Canaveral in Florida. Questa missione segna un importante passo avanti nella collaborazione internazionale per la difesa planetaria.
Il lancio ha presentato alcune particolarità tecniche: a differenza dei tipici lanci di SpaceX, il primo stadio del Falcon 9 non è tornato sulla Terra per un atterraggio. Tutto il carburante è stato utilizzato per spingere Hera verso la sua destinazione. Questo era il 23° e ultimo volo per il booster 1061, che ha servito in numerose missioni precedenti.
Hera, una sonda del valore di 363 milioni di euro, si sta dirigendo verso il sistema binario di asteroidi Didymos e Dimorphos, divenuto famoso nel settembre 2022 quando la NASA vi condusse la missione DART (Double Asteroid Redirect Mission). DART aveva dimostrato la possibilità di modificare l'orbita di un asteroide, una tecnica potenzialmente cruciale per la difesa della Terra da futuri impatti.