- Dettagli
- Scritto da amministratore
- Categoria: ARTE
- Visite: 104
I Bronzi di Riace sono due statue di bronzo di provenienza greca realizzati intorno il 450 a.C pervenute in eccezionale stato di conservazione.[
Le due statue – rinvenute il 16 agosto 1972 nei pressi di Riace Marina, in provincia di Reggio Calabria – sono considerate tra i capolavori scultorei più significativi dell'arte greca, e tra le testimonianze dirette dei grandi maestri scultori dell'età classica. Le ipotesi sulla provenienza e sugli autori delle statue sono diverse, ma non esistono, purtroppo, ancora elementi che permettano di attribuire con certezza le opere ad uno specifico scultore.
I Bronzi si trovano al Museo nazionale della Magna Grecia luogo in cui sono stati riportati il dicembre 2013, dopo la rimozione e il soggiorno per tre anni (con annessi lavori di restauro) presso Palazzo Campanella, sede del consiglio regionale della Calabria a causa dei lavori di ristrutturazione dello stesso museo. I Bronzi di Riace sono diventati uno dei simboli del paesino stesso e della città di Reggio Calabria.
I Bronzi di Riace. Storia dei due capolavori della scultura ...I Bronzi si trovano al Museo nazionale della Magna Grecia luogo in cui sono stati riportati il dicembre 2013, dopo la rimozione e il soggiorno per tre anni (con annessi lavori di restauro) presso Palazzo Campanella, sede del consiglio regionale della Calabria a causa dei lavori di ristrutturazione dello stesso museo. I Bronzi di Riace sono diventati uno dei simboli del paesino stesso e della città di Reggio Calabria.
Il 16 agosto 1972 a 230 metri dalle coste di Riace Marina, Stefano Mariottini (un giovane sub dilettante romano) immergendovisi, rinvenne a 8 metri di profondità le statue dei due guerrieri che sarebbero diventate famose come i Bronzi di Riace. L'attenzione del subacqueo fu attratta dal braccio sinistro di quella che poi sarebbe stata denominata statua A, unico elemento che emergeva dalla sabbia del fondo. Per sollevare e recuperare i due capolavori, il Centro subacquei dell'Arma dei Carabinieri utilizzò un pallone gonfiato con l'aria delle bombole. Il 21 agosto fu recuperata la statua B, mentre il giorno dopo toccò alla statua A (che ricadde al fondo una volta prima d'essere portata al sicuro sulla spiaggia)
Durante i primi interventi di pulitura dalle concrezioni marine (eseguiti dai restauratori del Museo nazionale della Magna Grecia di Reggio Calabria), apparve evidente la straordinaria fattura delle due statue. Fu confermata infatti la prima ipotesi secondo cui i bronzi dovevano essere autentici esemplari dell'arte greca del V secolo a.C., venuti ad affiancare quindi le pochissime statue in bronzo che sono giunte fino a noi complete, come quelle conservate in Grecia: l'Auriga di Delfi e il Cronide di Capo Artemisio al Museo Archeologico Nazionale di Atene. Purtroppo sono oche le statue di bronzo pervenuteci perchè in passato non si pensava al loro valore e poi spesso rifuse per altri impieghi. Solo poi verso il XCIII si iniziò a valorizzare le opere antiche.
In particolare i due bronzi sono di straordinaria fattura realizzati con l'impiego di metalli diversi: basta vedere i capezzoli,i denti, e, molto probabilmente sono solo due se si considera la posizione, e se si mettono uno di fronte all'altro, aggiungendo lo scudo e una lancia.
Giuseppe