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Francesco Datini di Prato un mercante toscano vissuto dal 1335 al 1410. La sua importanza è legata al ricchissimo archivio di lettere e registri da lui lasciato e ritrovato nel XIX secolo in una stanza segreta del suo Palazzo e che oggi consente di analizzare compiutamente la vita e gli affari di un mercante operante nella seconda metà del XIV secolo. 

A causa del notevole numero di lettere di cambio presente in tale archivio, egli è generalmente ritenuto l'inventore della Cambiale; secondo alcuni studiosi del periodo storico in cui visse, risulterebbe invece più corretto riconoscergli un largo uso, unico per l'epoca e quindi moderno, della lettera di cambio, piuttosto che attribuirgliene l'invenzione vera e propria. A questo proposito, molti ritengono che la lettera di cambio fosse l'antenata della cambiale: in realtà tale lettera permetteva al possessore di ricevere, presso una banca designata sulla lettera, l'equivalente della somma indicata nella lettera. Tale funzione si addice più propriamente ad un assegno.

A Francesco Datini è inoltre attribuita l'invenzione del sistema di aziende e nella sua corrispondenza appare il segno della @ commerciale, volgarmente definita come chiocciola (segno).

Il padre di Francesco, Marco Datini, era un modesto oste, rimasto vittima della peste nel 1348, assieme alla moglie Vermiglia ed a due figli. Francesco ed il fratello Stefano, gli unici sopravvissuti della famiglia, vennero accolti da una brava donna, Piera Boschetti, che li allevò.

Circa un anno dopo la morte del padre, Francesco andò a lavorare come garzone presso due mercanti di Firenze. Lì imparò i rudimenti del commercio. Sempre a bottega, ebbe modo di capire le possibilità che Avignone, allora sede del Papato, offriva alle persone ambiziose ed abili negli affari. A quindici anni, con in tasca i centocinquanta fiorini ricavati dalla vendita di un podere ereditato dal padre, si trasferì proprio nella città provenzale, che stava vivendo il suo periodo più fulgido.

Ad Avignone, rischiando in diverse attività, fece fortuna che alla sua morte era di 100.000 fiorini, una somma enorme per quei tempi: iloltre il 60% era investita  in attività a rischio, Ancora oggi, per poter ampliare il proprio patrimonio occorre investire in attività a rischio.

Alla sua morte lasciò la sua fortuna per alleviare la povertà e questa opera continuò fino a qualche decennio fa.

La guerra alla povertà da sempre un grave problema dell'umanità: nell'antico Egitto, tutti coloro che vivevano vicini al faraone erano garantiti e per esempio gli operai che contribuirono alla costruzione delle piramidi, vivevano con assistenza alimentare e, non solo, che a quel tempo non era poco.

E oggi?

Occorre un rinnovo della intera  società per contrastare la povertà che potrebbe aumentare con lo sviluppo spaziale  e l'intelligenza artificiale. Con lo sviluppo dell'attività spaziale, molte attività come il turismo, l'estrazione di metalli pregiati come l'oro, il platino e altro avverranno nello spazio:  gli stati oggi hanno difficoltà a pagamento tasse di chi dispone di ingenti somme ottenute sul pianeta: cosa succederà domani in cui molte attività produttive avvengono nello spazio? Da qui valorizzare le attività statali contrariamente a quanto avvenuto fino ad oggi in cui è stato preferito il privato. Occorre inculcare nei cittadini di dare il meglio di se stessi, di essere parte attiva nella società dando luogo al capitalismo sociale dando a ciascuno il giusto compenso: un amministratore di una qualsiasi società non potrà prendere più di 10 volte di un operaio che lavora nella linea produttiva - vedremo poi dettagliatamente..

Negli ultimi anni si sta sviluppando l'intelligenza artificiale: si teme un dimezzamento dei posti di lavoro: occorre applicare una normativa in merito affinchè l'intelligenza artificiale agisca a fine benefico riducendo tra l'altro i rischi di incidenti sul lavoro.

Sono state fatte prove nel dare un reddito di base a chi non ha possibilità di lavoro in molti paesi: questo ha prodotto un indebitamento e le prove sono naufragate.

E allora?  una risposta potrebbe essere ridurre le ore di lavoro da 8 a 4 giornaliere ma tutti devono contribuire al benessere comune, a produrre la ricchezza, ed avere un giusto reddito per tendere a una pensione adeguata dopo 35 anni di lavoro continuativo e cioè dopo il compimento del 55 anno di età.

Per ottenere questo risultato occorre un completo rinnovo dell'intero sistema produttivo, che ognuno si impegni per produrre la ricchezza da ripariire e il sistema deve dare le basi per affrontare la vita ad ogni cittadini. Vedremo dettagliatamente.

Giuseppe

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