Celestino V, un papa medioevale che rinunciò al papato: il suo esempio fu seguito da papa Benedetto XV e il suo ruolo, come sappiamo fu preso da Papa Francesco, Bergoglio.
Celestino V, nato Pietro Angelerio nel 1215 a Isernia, è un personaggio affascinante e complesso della storia della Chiesa cattolica. È noto principalmente per essere stato Papa per un breve periodo nel 1294, ma il suo ruolo e la sua vita vanno ben oltre la sua breve papato.
Vita e formazione
Pietro Angelerio nasce in una famiglia modesta e trascorre i suoi primi anni in Abruzzo, dove si forma come eremita, vivendo in solitudine e dedicandosi alla preghiera. A 24 anni, si ritira in un eremo sul Monte Morrone, dove conduce una vita ascetica e contemplativa. La sua reputazione di santità e saggezza attira discepoli, e nel 1264 fonda il ramo dell'Ordine dei Benedettini noto come i "Romiti di Celestino".
Ascensione al papato
Nel 1294, dopo una lunga sede vacante seguita alla morte di Papa Niccolò IV, il conclave dei cardinali sceglie Pietro Angelerio come Papa. Sceglie il nome di Celestino V. La sua elezione è stata principalmente il risultato del desiderio di avere un papa che potesse portare pace e stabilità in un periodo di grandi conflitti interni nella Chiesa e nella società europea.
Celestino V è considerato un papa "mendicante", il cui governo è caratterizzato da una grande umiltà e semplicità. Tuttavia, si scontra rapidamente con la complessità della politica ecclesiastica e dei poteri temporali. La sua incapacità di gestire le questioni politiche e le pressioni provenienti dai cardinali e dai nobili porta a tensioni significative.
Rinuncia al papato
Dopo soli cinque mesi di pontificato, Celestino V decide di abdicare, una decisione senza precedenti nella storia della Chiesa. Nel 13 dicembre 1294, annuncia pubblicamente la sua rinuncia. Nella sua lettera di dimissioni, esprime il desiderio di tornare alla sua vita contemplativa e alla semplicità dell’eremitaggio. La sua rinuncia è interpretata da alcuni come una manifestazione di grande umiltà e da altri come una fragilità di fronte al potere etico e politico.
Vita dopo la rinuncia al papato e morte
Dopo la sua rinuncia, Celestino V si ritira in un monastero sul Monte Morrone, dove continua a vivere in preghiera e meditazione. Tuttavia, la sua figura è ancora al centro di intrighi politici. Il suo successore, Papa Bonifacio VIII, che aveva forzato le dimissioni di Celestino, lo fa arrestare e lo tiene prigioniero per timore che possa attirare un seguito. Celestino V muore il 19 maggio 1296 in cattività.
Canonizzazione
Celestino V è stato canonizzato nel 1313 da Papa Clemente V. La sua figura è divenuta simbolo di umiltà e ricerca della verità spirituale al di sopra delle ambizioni terrene. La sua vita e le sue scelte continuano a ispirare una riflessione sulla natura del potere, dell'autorità e dell'autenticità nella vita religiosa.
Lasciato un'eredità
La figura di Celestino V è stata oggetto di numerosi studi, opere artistiche e rappresentazioni religiose; è anche associato alle esperienze di ricerca interiore e di auto-realizzazione. Il suo papato, sebbene breve e tumultuoso, solleva interrogativi importanti ancora oggi riguardo al rapporto tra fede, potere e leadership nella Chiesa.
In sintesi, Celestino V è una figura che incarna una tensione profonda tra la spiritualità e la complessità della governance ecclesiastica, un simbolo di ricerca autentica di Dio nel bel mezzo delle sfide del mondo.