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Sopra e a destra: migrazioni di popoli indoeuropei.
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Circa 4000 anni fa bande di popoli indoeuro- pei, dai capelli biondi, si espandevano verso sud, nella penisola balcanica. Si trattava di bellicosi
contadini che impiegavano utensili e armi in bronzo e parlavano un antico dialetto greco. In secoli successivi queste tribù entrarono uno dopo
l'altra a ondata attraverso le valli montane: giunsero prima gli Arcadi, poi gli Achei, gli Ioni, i Beoti, i Dori, gli Illiri e i Traci.
Intorno il 1600 a.C. i Greci achei stavano formando piccoli ma potenti stati. In particolare a Micene costruirono una solida fortezza da dove
si poteva avere il controllo di Argo e del porto marittimo di Nauplia; altre cittadelle fortificate sono Tirinto, Dendra e Asine.
La città di Micene a giudicare dalle più antiche sepolture doveva essere all'origine molto povera e culturalmente poco evoluta. E' forse
dominando la civiltà cretese (minoica) e, quindi con il controllo del traffico marittimo
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Sopra: Micene - Monumentale accesso dell'acropoli porta d'ingresso, la Porta dei Leoni,
costruita intorno il XIV e il XIII secolo a.C..
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verso Oriente e Occidente che Micene
raggiunse l'apice del suo splendore,attestato dalla ricchezza delle sepolture e dalla maestosità dei palazzi. La cittadella posta
in cima alla collina era difesa da imponenti mura ciclopiche costruite con giganteschi blocchi di pietra di forma irregolare,
con la faccia esterna liscia, perfettamente connessi, e posti in opera a secco. L'ingresso della città avveniva attraverso la
monumentale Porta dei Leoni, giunta a noi perfettamente conservata: essa era costituita da due grossi blocchi monolitici verticali
e da un terzo che funge da architrave; sopra quest'ultimo si trova un elemento in pietra di forma triangolare, decorato con un
altorilievo, raffigurante due felini rampanti ai lati della colonna. Oltrepassando la Porta, una strada conduceva alla reggia,
situata sull'acropoli. Le principali informazioni ci giungono dalla necropoli.
Gli albori della storia greca ci sono noti grazie alle scoperte fatte dagli archeologi come
Schliemann Heinrich, che scavando nell'acropoli di Micene, portò alla luce profondi
pozzi entro i quali si trovavano i resti di molti corpi disposti uno sull'altro, secondo le
usanze funerarie dell'epoca con ornamenti funerari prodotti da un superbo artigianato.
Schliemann portò alla luce le tombe reali risalenti al 1600-1450 a.C. circa, mentre
scavi più recenti hanno rivelato che la potenza di Micene si accrebbe con il passare
degli anni. Verso il 1400 a.C. i re di Micene migliorarono e ingrandirono la reggia-
fortezza, situata sull'acropoli, aggiungendo nuove entrate come la Porta dei Leoni e
allargarono le mura perchè possano contenere le tombe a fossa. Fuori dalle mura essi
costruivano gigantesche tombe ad alveare,scavate nelle falde della collina. Nell'interno
della fortezza fecero scavare 93 gradini che scendevano fino a un pozzo che doveva
fornire l'acqua in caso di assedio. Intorno il 1400 a.C. Micene aveva poco da temere
dagli assalti nemici. I loro governanti che tenevano in pugno i loro sudditi,riusci-
vano ad ingrandire il loro dominio assogettando i vicini regni Achei. Tra il 1400 e
il 1200 a.C. i governanti micenei riuscivano a riunire più territori greco di quanto
non venne fatto nei prossimi ottocento anni. Poi, i re achei, uniti e potenti, riuscivano
a diffondere i loro domini fuori dal territorio greco: nota è la guerra di Troia abitata
da popolazioni indoeuropee sulle coste dell'Asia Minore. Agamennone, re di Micene,
di Tirinto e Argo, si mise a capo di una flotta achea, che a vela e a remi attravesò
il mare Egeo sino a Troia. I Greci achei assediarono la città per 10 anni prima di
giungere all'ultimo assaldo definitivo, avvenuto pare intorno il 1184 a.C., raccontato
dal poema epico di Omero, Iliade (da Ilo altro nome di Troia); l'altro poema epico di
Omero, Odissea narra delle vicende di Ulisse durante il viaggio di ritorno verso Itaca.
Omero fu il primo grande poeta dell'Occidente, e nonostante sia vissuto 300 anni dopo degli
eroi achei e troiani da lui cantati e abbia idealizzato i motivi che portarono alla guerra di
di Troia e al suo assedio (nel poema epico la guerra fu causata dal rapimento della bella
regina Elena, moglie del re spartano Menelao, fatto dal principe troiano Paride). Nel suo
racconto vi è qualcosa di vero perché quando si riferisce alle armi, alle vesti, ai lavori in metallo e
alla vita feudale degli Achei si fonda su tradizioni che si basano su fatti reali. Gli archeologi lo
hanno dimostrato con gli scavi fatti nelle antiche città di Pilo, Micene, e Troia.La città di Troia
fu distrutta al culmine della potenza achea poi dopo il 1000 a.C. iniziò la discesa con l'arrivo
di nuovi Elleni come i Dori che penetrarono nel Peloponneso scacciando i governanti di Pilo e di
Micene. Ad Argo e a Micene vi fu una fusione tra i Dori, e le popolazioni ivi esistenti prima,
mentre a Sparta tutti gli "antichi" abitanti furono fatti schiavi; solo l'Attica che si trovava fuori
dal cammino dei Dori, si salvò mantenendo il loro re e a conservare intatta la sua cultura.
Altrove l'invasione dorica segnò la fine dello sviluppo culturale e l'inizio di secoli di discordia
tra i nuovi governanti dorici e i loro riluttanti sudditi: la Grecia entrò in un periodo compreso
tra il 1100 e al 900 a.C. di cui sappiamo poco. Dal 900 a.C. gli archeologi sono in grado di
costruire la storia greca senza gravi lacune.
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Maschera d'oro battuta trovata in una tomba sotterranea di Micene. Schliemann riteneva fosse di
Agamennome; oggi sappiamo che è appartenuta a
un principe precedente
Sotto: ricostruzione del cavallo di Troia
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LE CASE DI MICENE
All'interno della cittadella si trovava il palazzo reale, la cui costruzione
era stata condizionata dalla pendenza del terreno: al piano inferiore
era stato realizzato un ingresso monumentale con una scalinata che
conduceva nel cuore dell'attività quotidiana di corte.Questa si svol-
geva nel megaron, una vasta sala al centro della quale si trovava un
focolare in pietra e,a, ridosso di una parete, il trono. Le parete erano
affrescate con scene di caccia, in cui erano rappresentati uomini ar-
mati aiutati da cani; una scala portava a un livello superiore dove in
origine si trovavano gli appartamenti privati, successivamente distrut-
ti per edificarvi un tempio.
Nel periodo più antico le case dovevano essere costituite da una o
due stanze mentre in seguito la distribuzione degli ambienti seguì
uno schema più complesso, fino ad arrivare, nel XVI sec. a.C. alla
casa a corridoio, una una struttura costituita da una serie di stanze
superiori collegate con scale a una sala principale organizzata come
il megaron: in questo modo si iniziano a distinguere le diverse funzioni
degli ambienti, dedicati alla vita quotidiana, a magazzini, ad attività
artigianali.
Vicino al palazzo reale di Micene troviamo la Casa delle Colonne, in cui svolgevano
la loro attività gli artigiani orafi del Re, e la Casa del vaso dei guerrieri (chiamata
così per il rinvenimento di un cratere con raffigurazioni di guerrieri), mentre fuori della
cinta delle mura sono giunti gli edifici, tra cui la Casa del mercante d'olio, ove sono stati
trovati 11 vasi >'olio e 30 orci sigillati pronti per la consegna che non avvenne mai a
causa di un incendio che distrusse l'abitazione.
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Sopra: affresco miceneo - scene di caccia;
a sinistra: tavoletta lineare B e, sotto a destra scrittura - lineare b sillabario.
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SCRITTURA LINEARE B.
I segreti della scrittura micenea furono svelati da un architetto con la passione per le
lingue Michael Ventris nel 1952.Questa scrittura, in forma arcaica greca, era incisa su
tavolette di argilla o su vasi fu identificata come lineare B. Si tratta di una scrittura,
mista, geroglifica e alfabetica, che sembra essersi sovrapposta a una precedente che
Arthur Evans aveva identificato come Lineare A.
I testi studiati da Ventris si riferivano soprattutto all'amministrazione dei palazzi e sono
giunti a noi grazie a incendi che distrussero quest'ultimi: il calore ha cotto le tavolette
di argilla, dando a esse la consistenza necessaria per giungere quasi intatte a noi.
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Sopra: ricostruzione del palazzo reale di Micene.
sotto: il mègaron, la grande sala al centro della
casa dove gli Achei si riunivano a banchettare.

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Arte micenea.Micene (secondo cerchio
di tombe). Ciotola a testa di anitra.
XVI secolo a.C. Atene, Museo Nazio-
nale Cristallo.
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Sopra: l'Heraion di Argo nella ricostruzione di E. Tilton.
L'Heraion, il grande santuario dedicato a Hera, si trovava a 8 Km
da Argo, uno dei più antici e importanti della regione.
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Sopra: disegno di un ex voto raffigu-
rante un'abitazione di Argo a pianta
rettangolare coperta da un tetto a
doppio spiovente preceduto da un
portico.
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In seguito alle ondate di invasioni doriche si ebbero quelle di emigranti
greci (1200-900 a.C.): per sfuggire alle invasioni dei Dori,che nel frattempo avevano scoperto il ferro, in
particolare,
gli Achei e gli altri popoli greci attraversarono l'Egeo verso Cipro e l'Asia Minore.
Per saperne di più cliccare su colonie greche.
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