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  Giuseppe Pignatale  Presenta:
   Fisica:
Ottica:
LA RIFLESSIONE.

Guardando in un comune specchio, vedremmo in esso il riflesso di noi stessi e di ciò che ci circonda, ma con una differenza notevole: quello che è a destra appare a sinistra e viceversa: ma in cosa consiste questo fenomeno ottico......

 
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Sopra: specchio piano: l'immagine è identica al cubo e appare a uguale distanza dallo specchio.



Sopra: specchio concavo: l'immagine ci appare più grande dell'oggetto che si specchia in esso.


Sopra: specchio convesso: l'immagine ci appare molto rimpicciolita rispetto al cubo.


Se guardiamo in un comune specchio, vediamo in esso il riflesso di noi stessi e di ciò che ci circonda, ma con una differenza notevole: quello che è a destra appare a sinistra e viceversa; inoltre se ci spostiamo molto da un lato, non vediamo piú la nostra immagine, ma possiamo ancora vedere il riflesso degli altri oggetti. La rappresentazione di qualsiasi oggetto in uno specchio è detta immagine.
Uno specchio piano è formato da una lastra di vetro trasparente coperta sul retro da uno spesso strato di argento o altro metallo levigato; di conseguenza quasi tutta la luce che cade sulla sua superficie viene riflessa. Osserviamo il penultimo schema di questa pagina html in basso: il percorso di un singolo raggio di luce che urti contro la superficie piana dello specchio nel punto A; questo raggio è detto di incidenza; l'angolo formato con la linea perpendicolare alla superficie dello specchio net punto A è detto angolo d'incidenza. Il raggio che rimbalza dalla superficie è detto raggio riflesso e l'angolo che esso forma con la perpendicolare, angolo di riflessione. Si noti che entrambi questi angoli sono uguali. Ciò spiega perché i raggi di luce provenienti da noi vengano sempre riflessi dallo specchio direttamente nei nostri occhi.
Quando ci spostiamo da un lato cosí da non vedere piú la nostra immagine, continuiamo però a vedere l'immagine degli oggetti posti sul lato opposto al nostro della stanza perché i raggi provenienti da questi oggetti laterali colpiscono lo specchio obliquamente e vengono riflessi con lo stesso angolo nei nostri occhi. I raggi si comportano come se venissero da un punto

Sotto: lo specchio concavo di un faro di automobile ha una sorgente luminosa nel punto focale: i raggi sono riflessi in avanti e procedono paralleli in un fascio.

Sotto a destra: quando un raggio di luce colpisce uno specchio piano (in A) e viene riflesso, l'angolo di inci- denza (B) è sempre uguale all'angolo di riflessione (C).

situato dalla parte opposta dello specchio rispetto all'oggetto riflesso, cioè dietro lo specchio, a una distanza dalla sua superficie uguale a quella dell'oggetto stesso: le dimensioni dell'immagine restano uguali.
Questo è quanto avviene se la luce è riflessa da uno specchio piano; se gli specchi sono curvi gli angoli di incidenza c riflessione sono ancora uguali, ma le immagini risultano diverse. I tipi fondamentali di specchi curvi sono due: concavo e convesso.
Vediamo il comportamento dello specchio concavo. Questo tipo di specchio è incavato come l'interno di una ciotola. Gli specchi per radersi, ad esempio, hanno questa forma; se ci asserviamo in uno specchio di questo genere la nostra faccia sembrerà piú grande del naturale. Solitamente si usano specchi concavi per i fari delle automobili, i proiettori e i telescopi a riflessione. II telescopio fa convergere i raggi luminosi in un unico punto detto fuoco; i proiettori e i fari delle automobili funzionano col principio opposto, cioè hanno la sorgente luminosa nel fuoco e i raggi vengono riflessi e procedono paralleli in un fascio (vedi figura).
Nello specchio convesso, di forma opposta al precedente, sporge in fuori. Se osserviamo una superficie convessa, ad esempio la parte posteriore di un cucchiaio d'argento, vedremo che essa non ingrandisce gli oggetti né converge i raggi riflessi in un fuoco: la nostra faccia ci apparirà più piccola del naturale. Gli specchietti esterni delle automobili sono spesso convessi perché gli specchi di questa forma ricevono la luce da una sezione superiore a quella dalla quale ricevono la luce i comuni specchi piani. Se la luce che cade su un oggetto è forte, si può formare un'immagine per riflessione anche su uno specchio non argentato. Ciò capita spesso con le vetrine, specialmente in pieno sole: la luce proveniente da noi e da ciò che ci circonda viene riflessa nei nostri occhi dalla vetrina e ci impedisce di vederne l'interno. L'inconveniente può essere attenuato usando vetrine concave, cosí che nei nostri occhi entri un numero minore di raggi riflessi. Con tale sistema, inoltre, le vetrine sembrano non avere vetro alcuno.
Qualsiasi superficie levigata riflette la luce e quanto piú è levigata tanto maggiore è la riflessione. Per quanto liscia, una superficie è comunque sempre formata da minutissime sporgenze e avvallamenti; queste irregolarità disperdono un fascio di luce riflettendone la maggior parte in tutte le direzioni (eccetto naturalmente gli specchi o le superfici ecce-



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Sopra: a sinistra: una superficie liscia riflette un fascio di luce senza alterarlo; a destra: una superficie ruvida disperde il fascio.

 

Sopra: quando uno specchio d'acqua viene turbato le increspature che si formano disperdono la luce e la riflessione diviene irregolare.


zionalmente lucide, nel qual caso il raggio viene riflesso in una sola particolare direzione). In altre parole, ciascun raggio che colpisca una superficie ruvida ha un diverso angolo di incidenza e un diverso angolo di riflessione. Uno specchio d'acqua assolutamente immobile si comporta come uno specchio piatto, ma non appena l'acqua viene mossa le increspature disperdono la luce e i riflessi diventano molto irregolari.