a cura di
Giuseppe
Pignatale
 
LA POLIS GRECA.

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 Dopo le invasioni di nuovi Elleni e la conseguente caduta della civiltà micenea, le nuove città-stato greche erano rette da aristocratici, discendenti molti dai Dori.
 I poveri si fecero comandare da ricchi che poi divennero i loro tiranni......

 PRECEDENTI.
 Abbiamo visto che intorno il 1100 a.C. la civiltà
 micenea
veniva travolta da nuovi Elleni come i Dori,
 gli Ioni s si iniziava un periodo oscuro della durata
 di 2 secoli; poi dal 900 a.C. gli archeologi e gli sto-
 rici sono in grado di costruire la storia greca senza
 gravi lacune.


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 Vaso greco con antiche pittore vascolari riportanti le guerre
 intestine tra le città stato.

 Sopra: Nelle città greche i poveri si fecero capeggiare da un ricco che poi divenne il loro tiranno.

 La vita sul territorio greco e nelle colonie greche si accentuò in città-stato indipendenti in
 cui è fondamentale l'opera dell'acropoli, città alta,- almeno sul continente greco - ove si
 rifugiavano i contadini per difendersi dagli attacchi dei governanti rivali, per cui all'ombra
 dei bastioni nacquero cittadine che sempre più acquisirono importanza: infatti i contadini
 andavano al tempio per partecipare alle cerimonie religiose o per recarsi al mercato ove
 barattavano i prodotti agricoli con gli utensili in metallo o con le ceramiche prodotte dagli
 artigiani, o acquistavano il pesce e merci straniere vendute da pescatori e mercanti. Le
 singole città-stato, con la campagna circostante, si svilupparono indipendenti favorite dal
 mare e dalle montagne che li separavano dai popoli confinanti. Atene con il suo territorio
 non superò i 250.000 abitanti; Sparta, nel fertile Peloponneso, occupò una superficie per
 noi irrisoria. Ogni città-stato si sviluppò con governi autonomi. Tra 800 e il 400 a.C. ogni
 governo subì dei cambiamenti drammatici.

 Sopra: La Grecia con le sue più importanti città stato.

 Nell'800 a.C. la maggior parte delle città greche era governata da ricchi governanti terrieri
 la maggior parte discendenti da Dori. I ricchi governanti terrieri erano odiati dai contadini
 perchè quest'ultimi erano stati privati di gran parte dei territori fertili, perchè non
 avevano al governo un loro rappresentante ed infine perchè gli aristocratici amministra-
 vano la giustizia a loro piacimento compresa la pena di morte. Questo odiato sistema as-
 soluto fece scoccare la scintilla provocando rivolte al fine da rovesciare gli aristo-
 cratici. I più importanti gruppi ribelli erano costituiti da truppe mobilitate dagli
 stessi aristocratici per combattere le città stato vicine. Ogni soldato doveva provvedere
 al proprio equipaggiamento: i ricci aristocratici combattevano a cavallo mentre i contadi-
 ni armati con elmi,corazze, gambali, scudi di bronzo, lance e spade costituivano la fante-
 ria degli opliti, ossia "portatori di armi" e in battaglia si disponevano su file in modo
 che ogni scudo di ogni oplite proteggesse la parte destra di colui che si trovava alla sua
 sinistra. Accadde che gli opliti, guidati da aristocratici ambiziosi, scontenti dei loro
 governanti, fecero crollare molti dei governi aristocratici per eleggere poi come governan-
 ti gli aristocratici che li avevano giudati alla rivolta. La conseguenza fu che le città-
 stato ebbero dei potenti condottieri come Cypselo e suo figlio Periandro, governatori di
 Corinto (650-580 a.C.), Tegene di Megara (640 a.C.), Trasibulo di Mileto (600 a.C.),
 Pisistrato di Atene (561 a.C.).
 I greci chiamarono questi condottieri tiranni, col significato di "signore": all'inizio i tiranni
 furono molto utili al popolo greco portando molto benessere usando il denaro delle tasse
 per il bene pubblico e per abbellire le città da loro governate.
 Poi col tempo il governo dei tiranni divenne sempre più crudele, spietato e finì con l'essere
 odiato assumendo il significato attuale. Questo risentimento era dovuto al fatto che i tiranni
 per soffocare il risollevarsi degli aristocratici di un tempo, si servivano della forza,
 che si ripercuiteva non solo sui ricchi aristocratici ma anche sui singoli cittadini. L'odio
 verso i tiranni aumentò quando il figlio di uno di essi tentò di ereditare i poteri paterni,
 invece di lasciare che il popolo eleggesse il proprio signore. Con l'aumentare dell'odio nelle
 città, i tiranni cercarono aiuto all'esterno stringendo alleanze con i tiranni di altre città
 stato. Nemmeno questo espediente riuscì a salvare i tiranni dal crescente potere degli
 esasperati contadini che volevano dai loro governanti non "nobili natali" ma l'"attitudine
 a governare bene". Il risultato fu che la Grecia del VI secolo a.C. fu scossa da frequenti
 rivolte in cui i tiranni furono rimossi dai contadini. Si ebbero diversi tipi di rivoluzione
 con risultati diversi. In Atene si saldò una democrazia mentre a Corinto l'oligarchia, ossia
 il governo di pochi facoltosi aristocratici. La città di Argo fu interessata nel V secolo a.C.
 da più rivoluzioni passando più volte alternativamente dalla democrazia all'oligarchia. Solo
 Sparta subì pochi mutamenti da queste rivolte: verso il V secolo a.C. i dominatori Dori
 praticavano da 200 anni una forma di democrazia sebbene fra loro. La conseguenza fu che
 a Sparta gli aristocratici riuscono a creare dei governi stabili che grazie a un esercito per-
 manente riuscirono ad avere il controllo della maggioranza costituita da serve e da altri
 sudditi ostili.
 Escludendo Sparta, le città stato greche dall'VIII al IV secolo a.C. subirono grandi cam-
 biamenti di governo che portarono a leggi scritte, che garantivano ai cittadini determinati
 diritti, contro i capricciosi governi precedenti degli aristocratici e dei tiranni.

 Vedremo che poi la storia della Grecia sarà scritta in particolare da città come Atene,
 Sparta, Tebe, fino all'arrivo di Filippo II di Macedonia prima e dei Romani dopo.

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