Tipi di vulcano:
1) se l'eruzione è esplosiva, il cono, prodotto dalle particelle di roccia e ceneri sarà molto appuntito; dopo
l'eruzione può esserci qualche colata lavica;
2) se la lava è molto fluida fuoriesce durante tutti il periodo esplosivo e si ha un cono arrotondato
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Il vulcano si forma là dove il magma, roccia fusa mescolata a gas, esce dalla crosta terrestre; il tipo di vulcano è
legata al tipo di magma che da esso fuoriesce: se il magma è molto liquido, esso cola dalle fessure di rocce e come un'inondazione
di fuoco può percorrere anche centinaia di chilometri quadrati prima di solidificarsi. Questo è ciò che accadde in Islanda nel 1783
e in molte località del passato. Il cam- po di lava della Columbia, in USA, si estende per circa 500.000 Kmq. Fra le eruzioni di questo
tipo la più imponente fu quella avvenuta nel Deccan, in India, che coprì 600.000 Kmq.
Quando il magma arriva in superficie, libera dei gas che contengono: vapore acqueo, anidride carbonica, azoto, anidride solforosa,
idro- geno, zolfo, idrogeno solforato e cloro, che poi reagiscono fra loro. Il magma che defluisce dal cono prende il nome di lava.
Quando il magma è molto denso e viscoso l'uscita dei gas viene rallentata dalla crosta che si forma subito dopo l'uscita in superficie: i
gas, per esempio, escono dallo Stromboli con esplosioni che avvengono ad intervalli regolari di pochi minuti o di ore, mentre la lava di
Vulcano, un'isola vicina a Stromboli, è più viscosa, e di conseguenza le esplosioni sono meno frequenti però più violente.
Nel Vesusio, la pressione interna erompe a intervalli di 11 o 40 anni che arrivano a un secolo e mezzo. quando il vesuvio entra in attività
si ha una serie di fortissime esplosioni, una luminosissima nube di gas incandescenti a forma di cavolfiore, cenere e lapilli di lava
incan- descente che si alzano in
aria per parecchi chilometri. Lungo il fianco del monte si vengono a formare molte colate di lava mentre la parte alta delle fiancate del cratere
si sgretola e precipita nell'interno. Da non dimenticare l'eruzione del Vesusio avvenuta nel 79 d.C che distrusse e seppellì le due colonie romane
di Pompei ed Ercolano. Prima di questa attività il Vesuvio ha avuto un lungo periodo di riposo. L'ultima attività vesuviana è avvenuta nel 1944
in piena Seconda Guerra Mondiale. Il guaio è che la zona vesuviana è ad alta densità di popolazione. Viene da chiedersi che fine
faranno le 500.000 anime
che abitano i paesi del Vesuvio in caso di forte attività vulcanica: in questo caso l'interesse prevale sul buon senso di abbandonare la zona!
La forma che la lava assume all'uscita del vulcano dipende dalla velocità di raffreddamento, dalla pressione e della sua natura chimica: se si raffredda velocemente la roccia ha una natura vetrosa, l'ossidiana,
mentre se contiene molti gas la pomice, spugnosa e molto leggera così da galleggiare sull'acqua; un raffreddamento più lento determina nella colata lavica la formazione di cristalli: nel porfido si formano
grossi cristalli all'interno di un involucro formato da cristalli più piccoli.
Il magna che si raffredda in profondità, con un tempo più lungo e i suoi minerali si separano in forme cristalline che dipendono dalla composizione chimica del magma:
se il magma è acido, con molta silice, si formano cristalli di quarzo e quindi rocce granitiche, mentre dal magma basico, che non contiene silice, si ottengono rocce
come la dolerite o il gabbro con una presenza di minerali ferrosi oltre all'augite e all'olivina.
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