Giuseppe Pignatale Presenta:
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SCIENZE:
L'UNIVERSO.
La maggior parte degli scienziati ritiene che l'universo abbia avuto origine da una grande esplosi- one (Big Bang) circa 15 miliardi di
anni fa.
Milioni di anni dopo, nuvole di gas e polveri si aggre- garono per dare origine alle galassie piene di stelle. Intorno a una di queste stelle,
in una galassia a spirale, che chiameremo Via Lattea, si formarono dei pianeti rocciosi: su uno di esse ebbe origine la vita. Quella stella è il
nostro Sole, mentre il pianeta è la nostra Terra. Con il raffreddamento della Terra si formarono gli oceani, ma sarebbero trascorsi milioni d'anni
prima dello sviluppo delle forme di vita più primitive.
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Mister Domain
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"Lotta Globale
per il
Benessere"
il libro di
Giuseppe Pignatale
per lo Sviluppo
Globale
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La grande Galassia a spirale di Andromeda così come era 1.500.000 anni fa, pari al tempo occorrente alla sua luce per raggiungerci.
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Con la parola universo noi intendiamo qualsiasi cosa esistente, sia nel nostro mondo che al di fuori di esso.
Se l’universo sia finito o infinito non lo sappiamo: se fosse finito, ed avesse dei confini, questo significa che al di là dei confini non c’è nulla, mentre se fosse infinito non ha confini, e allora la parola tutto è solo un modo di esprimere ma non possiamo immaginare né il tutto né il nulla.
Gli astronomi misurano le distanze in anni-luce. La luce viaggia a 300.000 Km il sec. Percorrendo in un anno quindi 9.600.000.000.000 Km.
L’Universo comprende milioni e milioni di stelle di cui solo una minima parte di questi milioni di stelle è stata oggetto di studio.
E’ possibile fare uno studio delle stelle che appartengono alla nostra galassia o a quelle più vicine, mentre le altre sono molto lontane per essere singolarmente osservate.
Le Galassie non sono distribuite in modo uniforme nello spazio, ma formano dei raggruppamenti che possono comprendere un numero variabile fino a un massimo di un migliaio. Nel gruppo di cui fa parte la nostra galassia, vi è un’altra la M31 di pari estensione e, una ventina di più piccole.
Nelle Galassie poi, ci sono le costellazioni (gruppi di stelle) però la maggior parte appaiono raggruppate insieme perché stanno sulla stessa linea di visuale .
Molte stelle, facenti parte di una costellazione, hanno dei pianeti; quest’ultimi come sappiamo ruotano attorno alle stelle determinando delle oscillazioni.
Nell’universo ci sono molti pianeti e molto probabilmente su alcuni di essi ci potrebbe essere la vita.
L’universo si sta espandendo come dimostrato dalle linee spettrali delle galassie si spostano verso il rosso. Nonostante queste espansioni non modificano la loro estensione : aumenta lo spazio fra loro.
Gli ammassi di galassie che noi vediamo al limite della visione, si allontanano alla velocità della luce e, dietro loro certamente ci sono galassie o ammassi di galassie che si allontanano a velocità maggiori.
Detto questo non si deve credere che la Terra, e quindi noi che ruotiamo con essa, siamo a centro dell’universo perché molte teorie affermano che l’universo sia infinito e quindi non ha centro.
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Sopra: costellazione dell'Orsa Maggiore: la figura interna
rappresenta il grande carro ed è sempre visibile.
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Le tre teorie che riguardano l’espansione sono le seguenti:
teoria dell’esplosione primordiale,
teoria dell’espansione-contrazione o oscillatoria
e infine teoria statu quo o dell’universo stazionario.
TEORIA DELL’ESPLOSIONE PRIMORDIALE.- Ipotizzando che l’universo abbia continuato ad espandersi fino alla sua attuale dimensione gli astrofici hanno calcolato – con due sistemi diversi che però hanno dato lo stesso risultato – che tutto ha avuto origine circa 10.000 milioni di anni fa da una esplosione di massa molto compressa; poi dopo circa 1000 milioni di anni si sono formati ammassi di galassie che hanno continuato e continueranno ad allontanarsi fra loro.
TEORIA DELL’ESPANSIONE CONTRAZIONE. Questa teoria è concettualmente opposta alla precedente e cioè che l’espansione dell’universo sia in declino, e che quindi avrà una fine a cui seguirà una contrazione, per cui l’universo ridiventerà una massa supercompressa , soggetta a nuova esplosione e quindi a una nuova espansione e poi a una contrazione. Nel caso questa ipotesi fosse vera, gli astrofici calcolano che l’intero periodo di espansione contrazione occupi circa 30.000 milioni di anni e che noi ci troviamo a circa 2/3 della fase di espansione. In base a questa teoria l’universo può avere ad ogni momento un centro ma anche un limite.
Queste due teorie appena dette, si basano sul principio che anche se la materia subisce cambiamenti di stato e forma con produzione e distruzione di energia
in modo da avere che la somma totale di materia e di energia non cambia: in sintesi la materia e l’energia sono intercambiabili. In base a questo principio alcuno astronomi affermano che se ci fosse stato un momento d’inizio, caratterizzato sa superdensità, l’universo era una massa compatta, e doveva essere una massa di energia. Dopo questo momento iniziale, l’evoluzione generale dell’universo deve essere stata da energia a materia.
Riferendosi alla teoria dell’ esplosione, si ha che il tempo e spazio possono avere una fine quando l’intera energia si sia trasformata in materia incapace di
ulteriori cambiamenti; in base alla teoria dell’espansione-contrazione che al punto di massima contrazione ci sia energia sufficiente per dare inizio a un
movimento di contrazione delle galassie a causa della reciproca forza di contrazione ( gravità ).
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sopra costellazione dell'Orsa Minore, a cui fa parte la
stella Polare: al suo interno è contenuta la figura del
piccolo carro.
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TEORIA DELLO STATU QUO. – Questa teoria si basa sull’ipotesi che la creazione materia –energia avvenga in modo continuo, tale da compensare la rarefazione dovuta all’esplosione eliminando il problema dell’inizio e della fine dell’universo.
Queste ipotesi possono essere sconvolte dalle quasars e dalle pulsars: le quasars sono sorgenti di radioonde che in pochi casi si possono identificare con oggetti visibili – molto probabilmente si tratta di oggetti molto lontani nell’universo, e si pensa che siano stelle in cui si verificano continue e violentissime esplosioni nucleari; le pulsars, invece sono sorgenti di impulsi radio intensi e regolari, di natura incerta.
Un quasar ( radiosorgente quasi stellare) è un oggetto astronomico che somiglia ad una stella. In un telescopio ottico (cioè è una sorgente puntiforme), e che mostra un grande spostamento verso il rosso (redshift) del suo spettro. Il consenso generale è che questo grande redshift sia di origine cosmologica, cioè il risultato della legge di Hubble. Questo comporta che i quasar siano oggetti molto distanti e che debbano emettere più energia di dozzine di normali galassie; i quasar sono considerati gli oggetti più luminosi dell'Universo osservabile, una loro caratteristica è di emettere la stessa quantità di radiazione in quasi
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tutto lo spettro elettromagnetico, dalle onde radio ai raggi X e gamma.
Alcuni quasar mostrano rapidi cambiamenti della loro luminosità, il che implica che sono molto piccoli (un oggetto non può cambiare luminosità più velocemente del tempo che la luce impiega ad attraversarlo). Se l'interpretazione cosmologica è giusta, l'enorme luminosità e le brusche fiammate di un quasar sono totalmente inimmaginabili per la mente umana: un quasar medio può incenerire l'intero pianeta Terra da numerosi anni luce di distanza ed emettere tanta energia in un secondo quanta il Sole ne emette in centomila anni.
3C 273 è uno dei quasar più vicini a noi e il più luminoso conosciuto (magnitudine 13); è anche uno dei più studiati, soprattutto per la complessa struttura del getto di gas espulso ad alta velocità, che si protende nello spazio per 150 000 anni luce, evidenziato dai satelliti Chandra e Hubble. Situato a 3 miliardi di anni luce, risulta più luminoso di 1000 galassie contenenti 100 miliardi di stelle ciascuna, se si trovasse alla distanza di 32 anni luce dalla Terra, illuminerebbe il cielo quanto il Sole. Tenendo sotto osservazione quest'oggetto in tutto lo spettro elettromagnetico, si è iniziato a comprendere la natura dei processi fisici che sono alla base di queste enormi sorgenti di energia.
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Le stelle a neutroni hanno una massa di circa 1.5 volte quella del Sole e un diametro di circa 10 km. .Questo significa che la sua densita'
e' elevatissima (da approfondire).
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Vela Pulsar - 0833-45 - Pulsar nella nebulosa Vela - ruota alla velocita' di 11 volte al secondo: periodo 89.3 milisecondi
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PSR 0329+54 - Questa pulsar ruota alla velocita' di 1.4 volte al secondo ed e' una delle pulsar piu' "lente" : periodo 0.714 millisecondi
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PSR 1939+21 Questa e' una delle pulsar piu' veloci, ruota all'incredibile frequenza di
642 Herz = 642 cicli al secondo, con un periodo di 1.56 millisecondi
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Il centro della Via Lattea in una immagine presa dal telescopio spaziale Spitzer.
La nostra Galassia è la Via Lattea, di cui fa parte il nostro sistema solare.
Per saperne di più clicca giù
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