Il periodo Silurico o Siluriano prende nome dalla tribú celtica dei Siluri che vissero un tempo in quella parte del Galles
in cui furono studiate per la prima volta le rocce di questo periodo. La vita nei mari del Siluriano, periodo che ci ha dato
alcuni dei fossili piú belli quali alcuni esemplari di giglio di mare (i principali rappresentanti degli echinodermi siluriani),
era abbastanza simile a quella dei mari ordoviciani.
Un gruppo di artropodi affini ai ragni e agli scorpioni, gli euripteridi, fece la sua apparizione nel Cambriano per
estinguersi 200 milioni d'anni piú tardi. Si trattava di scorpioni acquatici lunghi più di due metri e mezzo, forniti di sei
paia di zampe di cui uno trasformato in una sorta di remo; alcuni paleontologi ritengono che l'armatura ossea dei primi
vertebrati, gli ostracodermi, servisse a proteggerli dagli attacchi degli euripteridi. Un gruppo imparentato a questi
artropodi e tuttora vivente, gli scorpioni terrestri, dovette pure evolversi nel Siluriano, ma nell'acqua.
Questo periodo vide il fiorire degli ostracodermi, i primi vertebrati, e forse l'apparire dei primi pesci, benché le opinioni
su questo punto siano ancora controverse; comunque noi troviamo i pesci già perfettamente insediati in acqua dolce subito dopo
l'inizio del periodo successivo. Questi primi veri pesci, chiamati placodermi, presentano mascelle dentate evolutesi da un paio
di archi branchiali articolati; hanno corpo a forma di sigaro, provvisto persino di sette paia di pinne sui fianchi.
Poiché è certo che i placodermi precedettero il tipo dei pesci squaliformi, che presentano cartilagine al posto delle
ossa, è assolutamente da scartare la teoria, un tempo comunemente accettata, che la cartilagine rappresenti la condizione
primitiva e le ossa quella evoluta. I pesci cartilaginei risultarono un esperimento ben riuscito e si conservarono
attraverso le varie epoche fino ai nostri giorni, in cui sono rappresentati da numerosi squali e razze.
Non sappiamo se esistessero allora aninmali terrestri, ma è certo che le terre avevano già una vegetazione, anche se è molto
probabile che nei terreni asciutti vi fossero solo dei licheni e che la vegetazione verde fosse limitata alle zone acquitrinose.
L'insediamento delle piante sulla terraferma comportava un'infinità di problemi, primo fra tutti l'assorbimento di acqua dal
terreno, che presupponeva l'esistenza di una radice, di un sistema di vasi attraverso i quali l'acqua fosse distribuita nel
vegetale e la possibilità di costituire una riserva d'acqua per i periodi di siccità. Altro problema basilare era la necessità di
avere un mezzo per procedere allo scambio di gas con l'atmosfera,
scambio indispensabile alla fabbricazione del loro alimento. Occorreva infine qualcosa che facesse da sostegno, dato che
nell'acqua é l'acqua stessa che sostiene i vegetali. L'unico vantaggio che i vegetali avevano sugli animali per un più facile
insediamento sulla terraferma era la loro capacità di procurarsi il cibo da soli per mezzo del processo di fotosintesi.
Le prime piante terrestri, le psilopsidi, di cui abbiamo alcuni fossili proprio nel Siluriano, erano completamente spoglie, come
indica il loro nome derivato dalla parola che in greco signica "nudo", non possedevano radici vere e proprie e perciò il loro
stelo stava sepolto nel terreno ed era ricoperto di microscopici spuntoni simili a peli per l'assorbimento dell'acqua. Queste
piante non avevano ramificazioni di secondo ordine, ma il loro stelo si limitava a biforcarsi di tanto in tanto; data l'assoluta
mancanza di foglie lo stelo era probabilmente in grado di portare a termine la fotosintesi.
Non possediamo resti fossili delle antiche psilopsidi oltre la metà del periodo seguente, il Devoniano, ma ancor oggi esistono
due forme appartenenti a questo importante gruppo di vegetali: Psilotum e Tmesipleris, entrambe piante
tropicali, che ci sono di valido aiuto per la conoscenza delle prime piante che si trasferirono sulla terraferma in questo
periodo.
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Sopra: Cooksonia, una pianta primitiva del período Silúrico
Sotto: fondo marino fossilizzato del Silúrico Superiore.
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