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Gli atomi della stessa specie come l'oro ad esempio, si uniscono tra loro per formare un elemento.
Si ha un composto quando si combinano atomi di tipo diverso, come quando il sodio e il cloro si uniscono per formare il sale.
Passiamo ora ad osservare la disposizione degli elettroni in qualche atomo: secondo la rappresentazione dell'atomo di Bohr gli elettroni ruotano intorno al nucleo seguendo percorsi fissi chiamati orbite e riuniti in vari gruppi, o strati elettronici, indicati con le lettere K, L, M, N, O, P, Q. Nessun atomo ha piú di 7 strati elettronici; la maggioranza ne ha meno.
Lo strato piú interno di tutti gli atomi contiene 2 elettroni, eccetto quello dell'idrogeno, l'elemento piú leggero, che ne ha 1 solo; il secondo strato non può mai contenere piú di 8 elettroni. Il neon, per esempio, che ha solo due strati, ha 2 elettroni nello strato interno e 8 in quello esterno:
entrambi gli strati sono cosí completi.
L'ossigeno, che ha pure due soli strati, ha soltanto 6 elettroni nello strato esterno e, a causa di questa disposizione di elettroni, ha una manifesta tendenza a combinarsi con altri atomi.
Quando arriviamo agli elementi pesanti come l'uranio, il plutonio, il nettunio ed altri, troviamo che essi hanno elettroni in tutti e sette gli strati. II plutonio, ad esempio, ha nei suoi strati, a partire dal nucleo, il seguente numero di elettroni: 2 - 8 - 18 - 32 - 23 - 9 - 2. La tavola periodica mostra la disposizione degli elettroni per ogni elemento, compresi il nobelio e il laurenzio, i più recentemente scoperti, e il kurchatovio, per ora solo supposto.
Il numero degli elettroni di un atomo, o numero atomico, e in particolare il numero degli elettroni dello strato piú esterno determinano il comportamento chimico dell'atomo, cioè la sua attitudine a combinarsi o a non combinarsi con una specie diversa di atomo per formare un composto.
II neon e gli altri gas inerti solo eccezionalmente si combinano con altri elementi perché lo strato esterno dei loro atomi ha otto elettroni, il suo numero massimo.
Si dirà quindi che gli elettroni esterni(meno di otto e quindi da 1 a 7) degli atomi che costituiscono gli elementi si combinano fra loro per formare composti, per avere otto elettroni all'ultima orbita (ottetto elettronico).
John Dalton fu il primo a rendersi conto del fatto che, quando gli elementi formano dei composti, i loro atomi si combinano sempre in proporzioni semplici. Sappiamo già che la molecola è la piú piccola parte esistente di un composto che abbia ancora le proprietà del composto stesso; non si è mai riusciti però ad ottenere, nella realtà, singole molecole isolate e nei riguardi di molti composti è errato perfino credere che siano fatti di un insieme di molecole singole. Sarebbe come se chiamassimo una rete da pesca un insieme di singoli buchi o di singoli nodi.
Quando una sostanza si scioglie, le sue molecole possono staccarsi le une dalle altre e muoversi separatamente; a volte le molecole stesse possono dividersi in parti piú piccole.
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Sopra: gli atomi di radon e plutonio (6 e 7 strati) sono fra gli atomi a struttura più complessa; nessun atomo ha più di sette strati elettronici.
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