Sotto: schema a blocchi del motore a idrogeno.


Sopra: il motoscafo turbogetto britannico Bluebird ha toccato i 528 Km orari.
RIFLESSIONI:
La realizzazione in un futuro prossimo dei motori a idrogeno potrebbe risolvere molti problemi esistenziali e ambientali dell'Uomo. Infatti la carenza del petrolio ha
aumentato la richiesta di bio-combustibili prodotti anche dai cereali. Quanto detto, ha fatto impennare il prexzo dei cereali, futures, rendendo la vita difficile
in alcuni
territori come il Nord Africa e la conseguente emigraziane verso l'Europa delle popolazioni arabe. Occorre quindimper quanto concerne il sistema Italia riorganizzare
in futuro tutta la rete di trasporto con
largo impiego delle vie marittime grazie agli aliscafi a idrogeno, in particolare per le isole come la Sicilia e la Sardegna, che potrebbero sostituire agevolmente
il traffico su gommato (camion articolati,...) costoso e inquinante. Per regioni come la Sicilia e la Sardegna, gli aliscafi a idrogeno oltre a risultare non inquinanti,
perchè da essi esce il vapor acqueo, potrebbero contribuire alla ripresa economica di questi territori a cui però dovranno aggiungersi programmi di sviluppo,
scelte oculate, volontà e professionalità popolare per creare la ricchezza necessaria a garantirsi un futuro.
|
|
Oggi il motore a idrogeno potrebbe essere realizzato grazie alle nanospugne di cui si è parlato.
L'idrogeno H2, impiegato come combustibile, è contenuto nel serbatoio A che all'interno presenta delle nanospugne specifiche per
tale gas: questa nanospugna specifica per l'idrogeno, grazie alla sua struttura interna, permette di "imprigionare" un volume di gas pari a tre volte.
Per favorire l'uscita dal serbatoio A dell'idrogeno H2, verso la camera di combustione B del bruciatore, occorre opportunamente preriscaldare il gas
tramite la serpentina, che si riscalda tramite i gas di scarico provenienti dall'uscita della turbina T. Al bruciatore B giungono l'idrogeno H2, e l'aria compressa e preriscaldata prodotta dal compressore C azionato dalla turbina T.
Partendo da fermo, occorre preriscaldare opportunamento l'idrogeno contenuto nel serbatoio A con la resistenza Rr e un'altra resistenza di preriscaldamento dell'aria del bruciatore B.
Servirà per l'avviamento dell'intero sistema un motore di lancio ML.

Sopra: un esempio di un aliscafo catamarano a idrogeno che navigando sul pelo
dell'acqua dovrebbe raggiungere elevate velocità sull'esempio del motoscafo
britannico Bluebird. La realizzazione di scafi catamarani permetterebbe di ridurre la
superfice di contatto con l'acqua e quindi di raggiungere velocità elevate: lo scafo centrale rialzato
dovrebbe contribuire alla stabilità dell'imbarcazione quando viene
colpita da un'onda.
Sull'esempio del motoscafo britannico Bluebird, la realizzazione di "catamarani" a turbina a idrogeno, vedi immagine sopra, avrebbe, in particolare per paesi
come l'Italia, conseguenze positive perché ridurrebbe enormemente i costi energetici, darebbe impulso al settore nautico,
e in particolare a tutte le attività economiche delle isole creando nuovi posti di lavoro utile.
E' noto che ogni civiltà, da sempre, ha bisogno di energia a basso costo per potersi sviluppare e, attualmente i costi energetici di paesi come l'Italia, avendo rinunciato
alla nuclearizzazione, sono superiori rispetto a paesi come la Francia, Germania, l'Inghilterra e quindi servirebbe una politica economica intelligente per abbassare i costi
energetici e tornare a essere competitivi: allo scopo servirebbero moltiplici interventi per eliminare la delocalizzazione delle imprese ( cioè il loro trasferimenti in altri paesi dove la manodopera costa meno).
Non bisogna dimenticare che bruciando l'idrogeno si crea acqua e quindi si difende l'ambiente. Poi bisogna sottolineare che gli attuali futures sul carburante
hanno raggiunto
valori insostenibili, favoriti anche dai "venti di guerra", che si ripercuotono negativamente su tutte le attività produttive.
Torna alla Home Base
|