Giuseppe Pignatale
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  LE CATTEDRALI

Le cattedrali sono state la più importante espressione del Medio Evo volute dal popolo e dettate da necessità religiose di sentirsi, da parte di molti, in Paradiso, durante le preghiere. Così nel Medio Evo ne furono costruite moltissime, soprattutto in Francia. Molto importanti sono quelle in stile gotico adornate da un gran numero di statue o bassorilievi raffiguranti figure altamente simboliche e simboli magici ed esoterici, che poco hanno ..... Come era costruite le Cattedrali nel Medio Evo?

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Le Cattedrali sono costruzioni religiose strettamente legate al Medio Evo, periodo in cui ne sono state costruite moltissime in Europa. In effetti come parlando delle piramidi ci viene in mente l'antico Egitto, così pensando delle cattedrali, pensiamo subito al Medio Evo periodo in cui vennero costruite, in diversi stili, molte cattedrali, in particolare in Francia.

Una cattedrale è una chiesa cristiana, spesso di notevoli dimensioni, sede del vescovo diocesano. Anche se il termine è spesso usato per indicare una chiesa imponente, una cattedrale, o più correttamente una "chiesa cattedrale" (ecclesia cathedralis in latino), è la chiesa che ospita il "seggio" di un vescovo. Da tale seggio, chiamato cathedra, deriva l'aggettivo "cattedrale", che ha con il tempo assunto la valenza di un nome. Una delle prime ricorrenze del termine ecclesia cathedralis si dice fosse presente negli atti del Concilio di Tarragona del 516. Un altro nome con cui si indica la cattedrale è ecclesia mater, per indicare che è la "chiesa madre" di una diocesi. Data la sua importanza è anche detta ecclesia major. Sempre a causa del suo ruolo di principale "casa di Dio" in una regione, la cattedrale era chiamata anche Domus Dei, da cui deriva il termine italiano duomo (ed il corrispon- te Dom in tedesco).


L'ORGANIZZAZIONE.
Inizialmente venne decretato che la "cattedra" vescovile non venisse posta nella chiesa di un villaggio, ma solo in quella di una città. Questo fatto non comportava difficoltà nell'Europa continentale, dove le città erano numerose e furono i centri da cui la cristianità si diffuse nelle zone rurali. Nelle isole britanniche invece, le città erano scarse e, invece di esercitare la loro giurisdizione su aree definite, molti vescovi avevano influenza su determinate tribù o popolazioni. La cattedra di questi vescovi aveva spesso carattere migratorio. Secondo il diritto canonico il vescovo è considerato come il pastore della chiesa cattedrale, la cui parrocchia è l'inte- ra diocesi. Per questo motivo i giuristi canonici talvolta parlano della cattedrale come dell'unica chiesa della diocesi, mentre le altre sono considerate cappelle, se relazionate ad essa. Occasionalmente due chiese possono condividere la cattedra vescovile e vengono quindi dette concattedrali.
Le cattedrali possono avere diversi livelli di importanza:
semplice cattedrale di un vescovo diocesano;
chiesa metropolita a cui fanno riferimento altre cattedrali diocesane della provincia, e retta da un arcivescovo metropolita;
chiesa del primate, sotto la quale stanno le chiese metropolitane e le cattedrali, rette da un arcivescovo primate;
chiesa patriarcale, a cui fanno capo tutte le precedenti, rette da un patriarca.

 
Sopra: la cattedrale di Reims.
 


Cattedrale S.Giovanni in Laterano.

Il titolo di primate veniva conferito occasionalmente a sedi di grande dignità o importanza, come Canterbury, York e Rouen, le cui cattedrali rimasero metropolite. Lione, dove la cattedrale è tutt'oggi conosciuta come La Primatiale, e Lund possono essere citate come cattedrali realmente primaziali. Come per il titolo di primate, anche quello di patriarca è stato conferito a sedi quali Venezia e Lisbona, le cui cattedrali sono patriarcali solo a titolo onorifico. La cattedrale di San Giovanni in Laterano, è sede cattedrale del Papa in qualità di vescovo di Roma e patriarca dell'occidente, ed è l'unica dell'Europa occidentale a possedere un carattere patriarcale. La sua definizione formale è Patriarchalis Basilica, Sacrosancta Romana Cathedralis Ecclesia Lateranensis, anche se né la dizione Patriarca di Occidente né quella di Basilica Patriarcale, con papa Benedetto XVI, compaiono più nell'annuario pontificio.
La rimozione della cattedra vescovile da una chiesa, depriva la chiesa stessa della sua dignità di cattedrale, anche se l'appellativo viene mantenuto nell'uso comune, come ad esempio per Anversa che venne privata del vescovo durante la rivoluzione francese.
La storia del corpo clericale collegato alla cattedrale è oscura, e in ogni caso considerazioni locali influiscono sul suo sviluppo. Si può però cercare di dare una descrizione generale delle caratteristiche principali comuni a tutti i casi.


Sopra: Santa Maria in Fiore - Firenze.


 UN PO' DI STORIA

Originariamente il vescovo e il clero della cattedrale formavano una specie di comunità religiosa, che veniva chiamata monasterium, pur non essendo un monastero in senso proprio. Il termine non aveva il significato ristretto che avrebbe acquisito in seguito, da qui, soprattutto in Inghilterra, le apparenti anomalie di chiese come York Minster e la Cattedrale di Lincoln, che pur non avendo mai ospitato monaci hanno ereditato l'appellativo di "minster" o monastero. In queste prime comunità il clero viveva spesso appartato nelle proprie dimore, non infrequentemente con le rispettive consorti. Nell'VIII secolo comunque, Crodegango, vescovo di Metz (743-766), compilò un regolamento per il clero delle cattedrali che, benché largamente accettato in Germania e in altre parti del continente, non riscosse grande successo in Inghilterra. Secondo le regole di Crodegango, il clero delle cattedrali doveva vivere sotto lo stesso tetto,occupare un dormitorio comune e sottomettersi all'autorità di un ufficiale speciale. Queste regole erano di fatto una variazione della regola benedettina. Gisa, nativo della Lorena e vescovo di Wells dal 1061 al 1088, la introdusse in Inghilterra e ne impose l'osservanza al clero delle cattedrali. Durante il X e l'XI secolo, il clero delle cattedrali divenne più organizzato e fu diviso in due classi. Una appartenente a qualche istituzione monastica o a qualche ordine riconosciuto, spesso Benedettini, l'altra rappresentata da un collegio clericale legato unicamente ai voti del sacerdozio, ma governato da un codice di statuti, i canonici. In questo modo sorse la distinzione tra cattedrali monastiche e secolari.
In Germania e in Inghilterra, molte cattedrali erano monastiche.
In Danimarca erano tutte benedettine, ad eccezione di Børglum, che fu premonstratense fino alla Riforma. Le altre furono tutte cambiate in chiese con canonici secolari. In Svezia, Uppsala era originariamente benedettina, ma venne secolarizzata attorno al 1250, e venne ordinato che tutte le cattedrali svedesi avessero un capitolo di almeno quindici canonici secolari. In Francia i capitoli monastici erano molto comuni, ma quasi tutte le cattedrali monastiche vennero convertite al canone secolare prima del XVII secolo. Una delle ultime fu la cattedrale di Séez, in Normandia, che fu agostiniana fino al 1547, quando papa Paolo III dispensò i membri dai loro voti, e costituì per loro un capitolo di canonici secolari. Il capitolo di Senez fu monastico fino al 1647, e altri anche più a lungo, ma la maggioranza fu secolarizzata durante il periodo della Riforma. Nel caso delle cattedrali monastiche il governo interno era affidato all'ordine cui apparteneva il capitolo, e tutti i membri vi tenevano residenza perpetua. Al contrario, nei capitoli secolari, gli incarichi di prevosto, decano, praecentor, cancelliere, tesoriere, ecc., furono posti in essere per garantire il buon funzionamento della chiesa e dei suoi servizi, mentre la non residenza dei canonici, divenne la regola, e portò a far si che i loro incarichi fossero svolti da un corpo di vicari che officiavano ai servizi della chiesa.
Altrove, i primi capi delle chiese secolari sembra siano stati i prevosti, che erano incaricati, non solo con il regolamento interno, della supervisione dei membri del capitolo e del controllo dei servizi, ma erano anche i gestori dei terreni e dei possedimenti della chiesa. Quest'ultimo ruolo era quello su cui spesso spostavano la loro attenzione, a discapito dei doveri domestici ed ecclesiali, e subito sorsero lamentele che i prevosti erano troppo presi dagli affari terreni, e troppo spesso assenti dai doveri spirituali. Ciò portò in molti casi all'istituzione di un nuovo ufficiale chiamato decano, che si prese carico dei compiti del prevosto legati alla disciplina interna e ai servizi della chiesa. In alcuni casi l'ufficio del prevosto venne abolito, mentre in altri continuò, e il prevosto era anche arcidiacono, e restava a capo del capitolo. La normale composizione del capitolo di una cattedrale secolare, comprendeva quattro dignitari (potevano essere anche di più) in aggiunta ai canonici. Il decano ("decanus") sembra abbia derivato la sua designazione dal decano benedettino, che aveva dieci monaci ai suoi ordini. Il decano, come si è già notato, divenne in esistenza per supplire al ruolo del prevosto nella gestione interna della chiesa e del capitolo.
In Inghilterra il decano era a capo di tutte le chiese cattedrali, e fu originariamente eletto dal capitolo e confermato in carica dal vescovo. Egli era il presidente del capitolo, e in chiesa era incaricato della celebrazione dei servizi, officiando determinate parti per statuto, nelle festività principali. Egli siedeva nello scranno principale del coro, che solitamente è il primo sulla destra, entrando nel coro da ovest. Subito dopo il diacono (come regola), viene il praecentor (primicerius, cantor, ecc.), il cui incarico speciale è quello di regolare la parte musicale del servizio. Egli presiede in assenza del diacono, e occupa lo scranno corrispondente sul lato sinistro del coro. Il terzo dignitario è il cancelliere (scholasticus, écoldtre, capiscol, magistral, ecc.), che non deve essere confuso con il cancelliere della diocesi. Il cancelliere della cattedrale è incaricato della supervisione delle scuole, e sovraintende alle lezioni nel coro. Egli è spesso anche il segretario e bibliotecario del capitolo. In assenza del diacono e del precettore è il presidente del capitolo. Lo scranno più a sinistra sul lato del coro dove siede il decano, è normalmente assegnato a lui. Il quarto dignitario è il tesoriere (custos, sacrista, cheficier).

 

Egli era il guardiano della fabbrica di tutti gli arredamenti e ornamenti della chiesa, e il suo dovere era quello di fornire pane e vino per l'eucarestia, nonché candele e incensi. Era inoltre incaricato di regolare materie quali il suono delle campane. Lo scranno del tesoriere era opposto a quello del cancelliere. Questi quattro dignitari occupavano gli scranni ai quattro angoli del coro, ed erano chiamati in molti statuti le quatuor majores personae della chiesa. In molte cattedrali c'erano dignitari addizionali: il prelettore, diocesi. Il cancelliere della cattedrale è incaricato della supervisione delle scuole, e sovraintende alle lezioni nel coro. Egli è spesso anche il segretario e bibliotecario del capitolo. In assenza del diacono e del precettore è il presidente del capitolo. Lo scranno più a sinistra sul lato del coro dove siede il decano, è normalmente assegnato a lui. Il quarto dignitario è il tesoriere (custos, sacrista, cheficier). Egli era il guardiano della fabbrica di tutti gli arredamenti e ornamenti della chiesa, e il suo dovere era quello di fornire pane e vino per l'eucarestia, nonché candele e incensi. Era inoltre incaricato di regolare materie quali il suono delle campane. Lo scranno del tesoriere era opposto a quello del cancelliere. Questi quattro dignitari occupavano gli scranni ai quattro angoli del coro, ed erano chiamati in molti statuti le quatuor majores personae della chiesa. In molte cattedrali c'erano dignitari addizionali: il prelettore, il sottodecano, il vicecancelliere, il succentor-canonicorum, e altri, che vennero in esistenza per sopperire ai posti di altri dignitari assenti, in quanto la non residenza era il problema principale delle chiese secolari, e in questo contrastavano duramente con le chiese monastiche, dove tutti i membri erano in residenza perpetua. Oltre ai dignitari, vi erano i canonici ordinari, ognuno dei quali, come regola, aveva una dotazione o prebenda separata, oltre a ricevere una parte dei fondi comuni della chiesa. Per la maggior parte, anche i canonici divennero rapidamente non residenti, e questo portò alla distinzione tra canonici residenti e non, finché in molte chiese il numero di residenti divenne limitato, e i non residenti, che non spartivano più i fondi comuni, divennero generalmente conosciuti come "prebendari", anche se la loro non residenza, non li faceva abbandonare la loro posizione di canonici, né rinunciare al diritto di voto nel capitolo. Il sistema di non residenza portò anche all'istituzione dei vicari corali (ogni canonico aveva il suo), che sedevano nello scranno del canonico, e se esso era presente in quello immediatamente sotto, nella seconda fila. I vicari non avevano diritto di voto nel capi- tolo, Vox in capitulo e anche se irremovibili (eccetto nel caso di gravi offese), erano i servi dei canonici assenti di cui occupavano lo scranno, e svolgevano i compiti. In alcune zone erano conosciuti anche come semi-prebendari. Con il passare del tempo, i vicari stessi erano spesso incorporati in una specie di capitolo minore, o collegio, sotto la supervisione del diacono e del capitolo. Non esisteva distinzione tra i capitoli delle cattedrali monastiche e quelli dei canonici secolari nella relazione tra vescovo e diocesi. In entrambi i casi, il capitolo era il consiglio del vescovo, il quale era tenuto a consultarlo in tutte le questioni importanti, pena l'impossibilità di agire. Quindi, una decisione giudiziale del vescovo necessitava della conferma da parte del capitolo prima di poter essere eseguita. Egli non poteva cam- biare i libri del servizio, o "usare" la chiesa o la diocesi senza il consenso del capitolo. In realtà questa teoria, con il passare del tempo venne a cadere.


LE CATTEDRALI GOTICHE.

I Cavalieri Templari, si ritiene avessero rinvenuto documenti relativi alle "LEGGI DIVINE DEI NUMERI,DEI PESI E DELLE MISURE" sotto le rovine del Tempio di Salomone a Gerusalemme e li avrebbero forniti ai costruttori di cattedrali. Le cattedrali gotiche sono dei veri e propri libri di pietra, per tramandare straordinarie conoscenze che solo poche persone iniziate a simboli ed a codici particolari, avrebbero po- tuto comprendere. Infatti la grandiosità, l'imponenza e tutta una serie di misteri non ri- solti hanno fatto diffondere attorno alle cattedrali gotiche numerose leggende legate a figure ed oggetti leggendari della storia del Cristianesimo, dai Cavalieri Templari al Santo Graal. Furono costruite improvvisamente in Europa, intorno al 1128 (cattedrale di Sens), proprio dopo il ritorno dei Cavalieri Templari dalla Terrasanta, con una maestria costruttiva tec- nica e architettonica completamente diversa dalle precedenti chiese romaniche. Una dopo l'altra, sorsero le cattedrali di Evreux, di Rouen, di Reims, di Amiens, di Bayeux, di Pa- rigi, fino ad arrivare al trionfo della cattedrale di Chartres. I piani di costruzione e tutti progetti originali di esecuzione di queste cattedrali non sono mai stati trovati. Le opere murarie erano fatte con una maestria eccezionale. Per i tecnici, come gli archi- tetti, ad esempio, possiamo vedere come i contrafforti esterni esercitano una spinta sul- le pareti laterali della navata, e così facendo il peso, anziché gravare verso il basso, viene come spinto verso l'alto, e tutta la struttura appare proiettata verso il cielo. Le Cattedrali inoltre sono tutte poste allo stesso modo: con l’abside rivolto verso est (cioè verso la luce), sono tutte dedicate a Notre Dame, cioè alla Vergine Maria e se unite insieme formano esattamente la costellazione della Vergine. Inoltre vennero costruite su luoghi già considerati sacri al culto della "Grande Madre", ritenuto il culto unitario più diffuso prima del Cristianesimo; molti di questi luoghi inoltre sono dei veri e propri nodi di correnti terrestri, ovvero punti in cui l'energia terrestre è molto forte (grandi allineamenti di megaliti). Hanno pianta a croce latina: la croce "é il geroglifico alchemico del crogiuolo" (Fulcanelli), ed è nel crogiuolo che la materia prima necessaria per la Grande Opera alchemica muore, per poi rinascere trasformata in un qualcosa di più elevato. Sono adornate da un gran numero di statue o bassorilievi raffiguranti figure altamente sim- boliche e simboli magici ed esoterici, che poco hanno a che vedere con la loro funzione di chiese cristiane ed hanno un particolare orientamento in modo che il fedele, entrando nell'edificio sacro, cammini verso l'Oriente, ovvero verso la Palestina, luogo di nascita del Cristianesimo. Ciascuna cattedrale è dotata di una cripta in cui secondo alcune tradizioni sarebbero nas- costi degli oggetti sacri molto importanti (ad esempio si dice che in una delle cripte della Cattedrale di Chartres sia custodita l'Arca dell'Alleanza, e che quando questa cripta sarà scoperta la cattedrale crollerà al suolo). Ma le cripte sono legate ad un altro elemento molto misterioso: le "Vergini Nere", statue o bassorilievi, che raffigurano appunto la vergine Maria, con la particolarità della carnagione scura. E' da sottolineare la relazione tra le statue di Iside, la divinità egizia corrispondente alla dea greca Gea ("la Terra"), che venivano custodite nei sotterranei dei templi egizi, con le Vergini Nere, anch'esse collegate al culto della Terra, diffuso in tutta l'Europa. La stessa Madonna sarebbe la cristianizzazione di questa figura troppo radicata nel- l'immaginario popolare, da poter essere estirpata del tutto. Per questo, i costruttori delle cattedrali gotiche, che anche in altri particolari (ad esempio quello di erigere le cattedrali sui luoghi sacri alla Grande Madre) si erano dimostrati legati a tale culto, avrebbero colorato in modo diverso il volto della Vergine cattolica, affinché coloro che "sapessero" avrebbero facilmente compreso di chi si trattasse realmente. Uno dei simboli maggiormente presente nelle cattedrali è il labirinto che sta ad indicare la via che l'uomo deve percorrere per conseguire l'iniziazione. Rappresenta anche il cammino di fede: dall'esterno, seguendo un tortuoso percorso, si arriva al centro. Il labirinto della Cattedrale di Chartres ha un diametro di dodici metri e il percorso si snoda per duecento metri. I pellegrini dovevano percorrere in ginocchio il labirinto, sul pavimento del presbiterio, per andare al loro "centro".




COME VENIVANO COSTRUITE LE CATTEDRALI NEL MEDIO EVO.

Trovandoci di fronte all'ingresso di una qualsiasi cattedrale, di essa noteremmo che è grandissima e molto alta.
La costruzione delle cattedrali richiedeva enormi risorse e fu favorita dallo sviluppo economico che l'Europa ebbe sia con l'aumento della produzione agricola che portò a un aumento della popolazione che in Francia all'epoca raggiunse i 20.000.000 di abitanti. Poi lo sviluppo delle strade e la conseguente ripresa dei commerci portò alla nascita di una facoltosa borghesia. Chi decideva della costruzione delle cattedrali era il vescovo, l'uomo più ricco della cittadina che metteva all'opera gli architetti che elaboravano dei disegni. Spesso il progetto della cattedrale subiva ampie modifiche perchè spesso le risorse per la sua costruzione erano minime, o perchè subentrava un altro architetto che portava idee in- novative. Poi nella costruzione vera e propria intervenivano i vari maestri falegnami, vetrai, fabbri... Una categoria a parte era quella dei vetrai soprattutto per le catte- drali gotiche che presentano ampie finestre colorate. Gli operai variavano da due dozzine a massimo 200 uomini che all'epoca si servivano per la costruzione di un'intelaiatura di legno mobile costruita in prossimità della costruzione religiosa. A questo punto, come Lubrano, ci chiederemmo come hanno fatto a costruirla e a portare i materiali a quell'altezza con i mezzi di allora. Infatti nel 1100 non c'erano gru motorizzate come oggi. E allora? Certamente nella costruzione avranno impiegato delle strutture in legno e delle rudimen- tali gru manuali in legno, come riportato da qualche disegno dell'epoca. Queste gru manu- ali in legno avevano grandi ruote che venivano fatte girare a forza di braccia e gambe dagli uomini che entravano in esse. Quanto detto è stato verificato dagli studiosi come riportato da un documentario di Superquark. La costruzione della cattedrale richiedeva ingenti risorse a cui contribuivano tutti i fedeli. Era interessata la ricca borghesia che vedeva nelle future fiere la necessità di incrementare i loro affari, e poi c'erano le numerose offerte dei fedeli che avvenivano in vario modo. C'erano i lasciti delle proprietà in cui si richiedeva in cambio le preghiere: di questo ci è giunta ampia documentazione. Poi il vescovo fece costruire ai confini della diocesi piccole cappelle per la raccolte delle decime. Poi c'erano le offerte dovute ai reliquari: chi toccava i reliquari portati in giro, doveva fare un'offerta; questo portò a un commercio trasversale che portò prima all'intervento del Papa e poi alla successiva trasformazione in indulgenze. Queste cattedrali erano abbellite con statue in ingresso: in quelle in stile romanico potevano essere treppresentati dei demoni, per ricordare ai fedeli che potevano finire all'inferno, sostituite poi, nelle future costruzioni, da statue di Gesù e Santi,- indicando le vicende del Vangelo-, con le statue di uomini illustri come Euclide, oppure erano riferite alle stagioni: quindi essendo lagente spesso analfabeta, erano per questi fonte di conoscenza. All'interno della cattedrale avveniva di tutto: c'erano i fedeli che pregavano e facevano le offerte, poi si discuteva di affari, e i giovani si conoscevano, per cui è sbagliato pensare al Medio Evo come periodo morto. A quanto detto c'erano anche i problemi dovuti per esempio agli espropri per poter liberare l'area su cui costruire poi la cattedrale: poteva accadere che qualche cittadino si opponesse all'esproprio.


 A sinistra: Costruita dai monaci cistercensi, la Cattedrale di Notre Dame a Chartres
 è uno dei capolavori dell’architettura gotica. La Cattedrale è stata costruita
 a partire dal 1135 e terminata pochi anni prima che venisse posta la prima
 pietra di Castel del Monte (1240 circa).


FASI DI COSTRUZIONE DI UNA CATTEDRALE

 

 Chi decideva della costruzione della cattredrale era il Vescovo.
 

 Favorita dai miglioramenti nel campo del lavoro che portarono a un aumento dei
 prodotti agricoli e poi con la ricostruzione delle strade allo sviluppo dei commerci
 e alla nascita di una opulenta borghesia.

 

 La nascente ricca borghesia, favorì la costruzione della cattedrale perchè dalle fiere
 che si aprivano in prossimità di essa vedevano un'ottima opportunità commerciale.
 

 Gli architetti poi presentavano il progetto della cattedrale al vescovo.
 

 Operai all'opera - da un disegno dell'epoca.
 

 Operai all'opera in una ruota di una gru manuali dell'epoca per portare il materiale
 di costruzione in alto.
 

 Il vescovo fece costruire ai confini della diocesi delle cappelle per la raccolta delle
 decime necessarie per la costruzione della cattedrale.
 

 Per raccogliere donazioni in denaro necessarie alla costruzione della cattedrale
 alcuni fedeli andavano in giro con reliquario: chi lo toccava doveva fare una piccola
 donazione in denaro.
 

 Le cattedrali spesso contenevano delle reliquie, come il teschio del Giovanni
 Battista a Amiens, il velo della Madonna a Chartres.
 

 Le ampie vetrate delle cattedrali.


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