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LA CITTA' FUTURA
Dalla casa eco-biologica, salendo, si passerà in futuro a una città ideale ricca di verde, con piste
ciclabili, largo impiego di nuove tecnologie ad alto livello energetico (lampada a led, nuovi impianti per biomasse,...) che hanno lo scopo di migliorare
la vita di ogni singolo cittadino....
Fondamentale è tendere a uno sviluppo eco-compatibile rispettando l'ambiente e provvedendo a ridurre l'inquinamento.
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Dalla casa ecobiologica il pensiero vola subito alla città ideale (città ecobiologica).
Nella foto a destra è riportato un esempio di città ideale da realizzare per vivere meglio,
ossia in una città ricca di ossigeno - prodotta dagli alberi. Vediamo dettagliatamente le
caratteristiche di questa città ispirandoci ai quartieri "puliti" del
Nord Europa come Stoccolma, Friburgo,ecc.
Dei canali aperti,ricchi di vegetazione, raccolgono le acque piovane in uno stagno
artificiale ove evaporano gradualmente. Poi in questo laghetto potrebbero "sostare" diverse
specie di uccelli.
Caratteristica un pò bizzarra di queste città, della Germania, Svizzera e Scandinavia, far
crescere il prato sul tetto così da trattenere il calore durante l'inverno e mantenere la
freschezza d'estate a cui si aggiunge l'isolamento sul rumore. Questo riduce le inondazioni
delle strade in caso di forti pioggie perchè il prato agisce come una spugna: la pioggia
in parte viene assorbita dalle piante, in parte evapora e la rimanente viene convogliata nei canali.
A questo, visto che viviamo in un periodo ove l'energia sta
raggiungendo costi ellevati, non fa male impiegare per l'illuminazione delle lampade
a risparmio energetico costituite da diodi led , che dirigono la luce verso il suolo.
Le lampade impiegate per illuminare le strade fin'ora producevano più calore che luce a
differenza delle lampade a diodi led: queste lampade poi non necessitano di alcuna
manutenzione ed hanno una durata minima di 15 anni (centrotrentamila ore) e, il consumo
ridotto del 40-80 % rispetto ai sistemi tradizionali.
Le oasi di verde, poi migliorano la vita perchè la vegetazione rallegra lo sguardo, stimola
le radici e riduce il rumore: in particolare le foglie trattengono le polveri e comunque
la calura estiva si sopporta meglio su un prato.
Le famiglie alloggiano in case condivise o in piccoli alloggi a schiere per ridurre gli sprechi: ci si sposta di meno perchè le distanze sono ridotte e le bollette elettriche sono ridotte dal 20-40 % rispetto alla casa individuale.
Visto l'alto costo dei carburanti - che si potrarra molto probabilmente per molto tempo -occorre cambiare abitudini: si deve andare a piedi, in "bici" o in tram in modo da ridurre l'inquinamento, l'imbottigliamento nel traffico, lo stress. L'automobile è un vero disastro... per cui occorre organizzare diversamente i quartieri della città. In ogni quartiere i servizi essenziali - come le scuole, i negozi, le banche, gli uffici postali - devono trovarsi a portata di mano o meglio di "piede" o "pedale".
I trasporti comuni e le biciclette devono poter compiere tutti i tragitti eaaenziali: a tal scopo le banche, gli uffici e i
negozi, per facilitare quanto detto, dovrebbero avere delle "isole" per poter posteggiare le biciclette; utili potrebbero
essere le "bici" elettriche,
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per uso cittadino, che hanno bassi consumi e potrebbero interessare a chi non vuol pedalare.
Serve quindi una rete efficiente di tram e autobus e le piste ciclabili. Poi ogni mattina, nelle città ecologiche, sono i tram che riforniscono delle merci i negozi che si trovano lungo il suo tragitto: a tal scopo i negozianti possono utilizzare piccoli veicoli a trazione elettrica.
In sintesi in una città ecologica, è imperante l'antichissimo "principio di cooperazione fra gli uomini" che fece si che
l'Uomo Sapiens Sapiens ebbe vittoria completa sull'Uomo Sapiens (Uomo di Neanderthal) che si estinse ben 50000 anni fa.
Di questo principio di cooperazione, pare che l'Uomo Sapiens Sapiens attuale lo abbia dimenticato: dai mass media si
fa del male anche per nulla a tutti i livelli.
I materiali (come legno, paglia) e le energie rinnovabili (vento, sole) provengono da risorse naturali che non si
estinguono mai. Per quanto detto,in una città ecologica, si condividono, l'automobile, la caldaia e gli impianti di energia
eolica così da inquinare di meno e risparmiare sulla bolletta. Volendo, i nostri quartieri si possono trasformare in luoghi in
cui è piacevole vivere senza desiderare di andare su un cocuzzolo della montagna come dice una famosa canzone di "Vianello".
Per aumentare l'efficienza e ridurre l'inquinamento la caldaia utilizzata è di quartiere: un grosso sistema di riscaldamento
comune distribuisce il calore nelle abitazioni sottoforma di calore molto caldo che circola in grossi tubi. L'ideale sarebbe
impiegare caldaie a idrogeno, prodotto tramite elettrolisi, invece di biogas, utilizzando poi l'ossigeno prodotto per altri
scopi-come decomporre in modo naturale gli escrementi. I rifiuti, poi, per evitare i fastidiosi rumori di carico, sono
dislocati - in base a raccolta differenziata- grazie a canalizzazioni sotterranee: tra le case e la strada sono dislocate
dei punti di raccolta. Alla fine un tram specializzato aspira l'immondizia e smista i sacchi a un centro di trattamento rifiuti.
In sintesi è categorico e decisiva "il termine" risparmio energetico fino al 40%:
di elettricità, grazie a una esatta dislocazione e realizzazione delle finestre, e, produzione di energia elettrica dal fotovoltaico - risparmio 25% -,
di Condizionamento estivo -che consente risparmio del 35% non utilizzando il condizionatore -,
di riscaldamento invernale, - mediante l'impiego di "caldaie solari" e l'isolamento degli edifici,
di acqua grazie l'uso razionale e il recupero delle acque piovane e grigie che consente un risparmio del 30%.
Vivere in comunità, in armonia - rispettando reciprocamente le regole imposte dalla società, ricordando che è libertà
ogni azione che non lede la libertà e il decoro altrui, - ci permetterà di acquistare apparati eolici che per il costo è impossibile acquistare singolarmente - magari favorendo l'acquisto grazie a Leggi dello Stato- favorendo una riduzione dell'inquinamento. I costi sono di circa mille euro per Kw di potenza installata mentre le spese di manutenzione si aggirano al 3% del finanziamento iniziale.
Questi impianti microeolici vanno installati in zone ventose a circa 400 metri dalle abitazioni per rendere impercettibile
il fruscio prodotto.
Occorre ridurre gli sprechi: lavatrici, trapani, automobili, rimangono inutilizzate per molto tempo. L'ideale sarebbe
comprarli in comune e pianificare l'utilizzo, così da risparmiare e favorire i rapporti sociali fra i vicini.
Importante è il riciclo delle acque reflue: le acque si fanno passare in serbatoi a tenuta stagna ove dei batteri
metabolizzano gli escrementi producendo biogas - costituiti da biossido di carbonio e metano - necessari per produrre il
riscaldamento del quartiere; in questo modo si eliminano i due terzi della materia organica e le acque verrebbero parzialmente
depurate.
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Sopra a sinistra: lampade a led: come si nota il bassissimo consumo di potenza rispetto alle
vecchie lampade a incandescenza;
sopra a destra: con leggi appropriate, in futuro, le strade cittadine potrebbero essere illuminate con lampade a led, dai rispettivi palazzi
interessati su cui ci sono i pannelli solari provvisti di batterie per l'accumulo di energia elettrica durante il giorno: questo
permetterebbe ai cittadini di risparmiare sulle tasse locali mantenendo l'efficienza delle strade.
Sotto: impianto biogas tedesco: i biogas potrebbero contribuire a migliorare il tenore di vita dei cittadini.

Fondamentale, sarà in futuro inquinare di meno sia con la raccolta differenziata sia col recupero dei materiali
utilizzati: metalli, legno, vetro, carta, cartone,...
Dagli USA, notizia da "Tg Leonardo" sono stati effettuati studi per realizzare bitume verde da olio fritto utilizzato
permettendo
quindi di inquinare meno e soprattutto, ridurre i costi delle strade.
Questo bitume verde, inventato da un cittadino statunitense di origine cinese, ha già superato le prove di resistenza, calore
sopportato dal catrame prodoo dal petrolio. Altri studi sul bitume verde proseguono impiegando scarti del mais e rifiuti suini.
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