a cura di
Giuseppe
Pignatale
 
LA COSTITUZIONE DI SPARTA.

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 Sparta, una grande città-stato dal grande valore militare grazie a un sistema e a un esercito efficiente che dette molte volte dimostrazioni di
 coraggio e valore....




 La dorica Sparta e la ionica Atene (e, poi la beota
 Tebe) erano le città-stato più importanti dell'Ellade:
 mentre la prima ebbe un regime oligarchico (governo
 di pochi) l'altra passò gradualmente da un regime
 aristocratico ad un'ampia democrazia.


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 A destra: Tirteo con i suoi canti incoraggia gli  Spartani.

 Sopra: Sparta.
 
 La storia della Grecia antica fu interessata soprattutto dall'antagonismo di Sparta e Atene:
 mentre la prima sosteneva e guidava i regimi oligarghici in tutta la Grecia, la seconda faceva
 lo stesso nei confronti dei regimi democratici.

 Per la costituzione di Sparta la popolazione era divisa in tre caste:
 gli Spartiati, godevano di tutti i diritti politici e costituivano il nerbo dell'esercito e in pratica
 dominavano sugli altri con la forza delle armi;
 i Perieci erano persone libere ma esclusi dalla vita pubblica, potevano coltivare la terra
 o dedicarsi al commercio e in guerra partecipavano come ausiliari.
 gli Iloti, in pratica i servi della gleba, erano privi di diritti politici e dovevano coltivare la terra
 per mantenere la casta dominante degli Spartiati: alla terra erano legati di padre in figlio ed
 appartenevano al proprietario fondiario per cui lavoravano.

 GLI SPARTIATI.
 Gli Spartiati erano inquadrati sin dalla nascita in una rigida organizzazione militare: lo Stato
 giudicava sin dalla nascita se i bambini dovessero vivero o morire perchè deboli e non adatti
 all'uso delle armi. A sette anni i fanciulli erano tolti alle famiglie e date allo Stato
 affinchè li educasse in comune con gli altri. L'educazione spartana consisteva nella
 formazione dei soldati per cui si allenavano i ragazzi agli esercizi ginnici e all'uso
 delle armi; poi li abituava a cibarsi parcamente, a sopportare fatiche e privazioni, a
 sostenere battiture e ferite ed infine ad esprimersi con poche e pronte parole. Abituava
 poi i giovani ad essere completamente subordinati allo Stato e ai più anziani. Ridotta
 era l'istruzione che consisteva in canti militari, omerici, e poesie religiose e
 morali. A vent'anni lo spartano diventava cittadino e quindi soldato e rimaneva tale fi-
 no a 60 anni, con l'obbligo di non allontanarsi e consumare i pasti insieme agli altri
 cittadini.
 La costituzione spartana era attribuita alla leggenda di Licurgo.Questo riformò le leggi dello
 Stato e subito dopo dichiarò di voler fare un viaggio facendo giurare prima i cittadini che
 non avrebbero modificato nulla prima del suo ritorno. Licurgo non rientrò più in Sparta che
 così ottenne che la sua costituzione rimanesse invariata nel tempo. Dietro a questa leggenda
 vi è il passaggio dalla monarchia alla repubblica aristocratica. La costituzione spartana
 prevedeva due re che avevano funzioni militari e religiose. Il potere politico era affidato
 alla gherusia, un consiglio di 28 anziani composto dalle più antiche e nobili famiglie.
  Più tardi furono aggiunti cinque efori, a cui era affidato l'amministrazione della giustizia
 e il controllo dei costumi dei cittadini, col potere di condannare a morte anche i re.
 I membri della gherusia e gli efori erano eletti dall'assemblea degli Spartiati o Apella
 che aveva scarso potere rispetto alla gherusia: infatti non poteva discutere i provvedimenti,
 ma solo approvare o disapprovare senza che però la gherusia ne tenesse conto.

 

 Sparta estese il suo dominio a tutto il Peloponneso grazie alla sua forza militare. Tra la
 fine dell VIII e inizio del VII secolo a.C. riuscì a stroncare la sua rivale Messene con le
 dure guerre messeniche, alla seconda delle quali va collegata la memoria del poeta Tirteo
 i cui canti marziali incitarono l'esercito spartano alla vittoria.Seguì poi l'assogettamento del-
 l'Arcadia ed infine nel corso del VI secolo a. C., la formazione di una vasta alleanza mili-
 tare chiamata Lega Peloponnesiaca: grazie ad essa Sparta estese la sua egemonia a tutto
 il Peloponneso ad eccezione dell'Acaia e la città di Argo. Tutte le altre città, compreso la
 ricca Corinto, pur rimanendo autonome accettarono la direzione politico-militare di Sparta.


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