La storia della Grecia antica fu interessata soprattutto dall'antagonismo di Sparta e Atene:
mentre la prima sosteneva e guidava i regimi oligarghici in tutta la Grecia, la seconda faceva
lo stesso nei confronti dei regimi democratici.
Per la costituzione di Sparta la popolazione era divisa in tre caste:
gli Spartiati, godevano di tutti i diritti politici e costituivano il nerbo dell'esercito e in pratica
dominavano sugli altri con la forza delle armi;
i Perieci erano persone libere ma esclusi dalla vita pubblica, potevano coltivare la terra
o dedicarsi al commercio e in guerra partecipavano come ausiliari.
gli Iloti, in pratica i servi della gleba, erano privi di diritti politici e dovevano coltivare la terra
per mantenere la casta dominante degli Spartiati: alla terra erano legati di padre in figlio ed
appartenevano al proprietario fondiario per cui lavoravano.
GLI SPARTIATI.
Gli Spartiati erano inquadrati sin dalla nascita in una rigida organizzazione militare: lo Stato
giudicava sin dalla nascita se i bambini dovessero vivero o morire perchè deboli e non adatti
all'uso delle armi. A sette anni i fanciulli erano tolti alle famiglie e date allo Stato
affinchè li educasse in comune con gli altri. L'educazione spartana consisteva nella formazione dei soldati per cui si allenavano i ragazzi agli esercizi ginnici e all'uso
delle armi; poi li abituava a cibarsi parcamente, a sopportare fatiche e privazioni, a
sostenere battiture e ferite ed infine ad esprimersi con poche e pronte parole. Abituava
poi i giovani ad essere completamente subordinati allo Stato e ai più anziani. Ridotta
era l'istruzione che consisteva in canti militari, omerici, e poesie religiose e morali. A vent'anni lo spartano diventava cittadino e quindi soldato e rimaneva tale fi-
no a 60 anni, con l'obbligo di non allontanarsi e consumare i pasti insieme agli altri cittadini.
La costituzione spartana era attribuita alla leggenda di Licurgo.Questo riformò le leggi dello
Stato e subito dopo dichiarò di voler fare un viaggio facendo giurare prima i cittadini che
non avrebbero modificato nulla prima del suo ritorno. Licurgo non rientrò più in Sparta che
così ottenne che la sua costituzione rimanesse invariata nel tempo. Dietro a questa leggenda
vi è il passaggio dalla monarchia alla repubblica aristocratica. La costituzione spartana
prevedeva due re che avevano funzioni militari e religiose. Il potere politico era affidato
alla gherusia, un consiglio di 28 anziani composto dalle più antiche e nobili famiglie.
Più tardi furono aggiunti cinque efori, a cui era affidato l'amministrazione della giustizia
e il controllo dei costumi dei cittadini, col potere di condannare a morte anche i re.
I membri della gherusia e gli efori erano eletti dall'assemblea degli Spartiati o Apella che aveva scarso potere rispetto alla gherusia: infatti non poteva discutere i provvedimenti,
ma solo approvare o disapprovare senza che però la gherusia ne tenesse conto.
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Sparta estese il suo dominio a tutto il Peloponneso grazie alla sua forza militare. Tra la fine dell VIII e inizio del VII secolo a.C. riuscì a stroncare la sua rivale Messene con le
dure guerre messeniche, alla seconda delle quali va collegata la memoria del poeta Tirteo
i cui canti marziali incitarono l'esercito spartano alla vittoria.Seguì poi l'assogettamento del-
l'Arcadia ed infine nel corso del VI secolo a. C., la formazione di una vasta alleanza mili-
tare chiamata Lega Peloponnesiaca: grazie ad essa Sparta estese la sua egemonia a tutto
il Peloponneso ad eccezione dell'Acaia e la città di Argo. Tutte le altre città, compreso la
ricca Corinto, pur rimanendo autonome accettarono la direzione politico-militare di Sparta.
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