a cura di
Giuseppe
Pignatale
LA COSTITUZIONE DI ATENE.

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   La polis di Atene ci ha dato uno splendido esempio di come la città si è evoluta in funzione delle esigenze dei suoi cittadini, grazie a statisti come Solone,
   Pisistrato, Clistene.....



  DALLA POLIS DI ATENE UN GRANDE ESEM-
  PIO DI INNOVAZIONE DELLA SOCIETA'.


  Atene, già 400 anni prima di Cristo, ci ha dato un
  grande esempio di innovazione della sua società te-
  nendo conto delle sue inefficienze e delle varie esi-
  genze dei suoi cittadini come riportato dettagliata-
  mente in questa pagina web. Un esempio purtroppo
  non libero da lotte intestine fra le varie fazioni
  cittadine.Comunque oggi, dopo oltre 2000 anni, oc-
  corre prendere spunto dagli avvenimenti sotto ripor-
  tati per fare bene meglio in modo da vivere in una
  civiltà globale efficiente basata su ideali di libertà,
  di rispetto delle regole, di volontà di vivere, come
   riportato nei miei libri indicati nella finestra giù.

  A destra i resti del Partenone di Atene.
 
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 Atene sorgeva nell'Attica, regione ricca di cave di marmo e di miniere d'argento e grande  esportatrice di miele, ma era insufficiente nella produzione di cereali e nell'alimentazione
 dei suoi abitanti, per quando questi cercavano di sfruttare il terreno con la cultura dell'olivo
 e della vite. Gli Ateniesi ben presto si dedicarono alla navigazione e al commercio favoriti
 dai porti naturali dell'Attica e della sua posizione protesa sul mare verso le isole dell'Egeo
 e l'Asia Minore.
 L'Attica in origine era costituita da molti staterelli, unificati poi da Atene, sin dal secolo
 VIII a.C.. Seconda una leggenda greca l'unificazione dell'Attica fu dovuta a Teseo. Il re
 era affiancato nell'esercizio del potere da un consiglio di nobili od areopago. Poi ad Atene
 la monarchia era stata esautorata gradualmente dall'aristocrazia e quindi il potere politico
 era finito in mano a un consiglio di nove arconti, scelti annualmente tra i nobili.




 A differenza di Sparta, Atene ebbe un forte sviluppo economico grazie alle attività mari-
 nare e ai commerci. Successivamente il potere dei nobili o eupatridi cominciò ad essere
 contestato dalle varie classi sociali. Il malcontento scoppiò tra i piccoli proprietari terrieri -
 spesso costretti a indebitarsi con l'aristocrazia in tempi di guerra o carestie - tra gli arti-
 giani e i braccianti spesso soggetti alla miseria. Sull'esempio delle colonie ove esistevano
 leggi scritte, ad Atene le classi sociali pressarono affinchè si pubblicasse un corpo di leg-
 gi, compilate poi da Dracone. Queste leggi siccome erano severissime, non soddisfarono  la popolazione, per cui nel 594 a.C., si ebbe una vasta riforma delle leggi e dello stato
 ateniese, ad opera di Solone, arconte ateniese.
 Nella sua opera Solone volle alleviare le sorte dei popolani oppressi dai debiti e spesso
 impotenti a pagarli. Solone abolì la crudele legge precedente in cui i debitori insolventi
 potevano essere venduti come schiavi anche fuori dall'Attica, dai loro creditori e fece


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 restituire le terre date in pegno per i prestiti ricevuti; furono vietati in cambio della libertà
 personale dei debitori.

 Fu promosso un nuovi ordinamento dello stato in cui ogni cittadino avesse diritti e doveri
 in funzione delle sue facoltà. La società fu divisa in quattro classi a seconda delle rendite
 fondiarie: la prima categoria o pentacosiomedimni e la seconda dei cavalieri, avevano
 maggiori diritti, ma dovevano prò pagare tributi più alti e servire con armi proprie l'e-
 sercito; minori diritti ed oneri spettavano alla terza categoria detti zeugiti; gli appar-
 tenenti all'ultima categoria o teti, erano sclusi dalle cariche pubbliche però potevano far
 parte dell'assemblea, od ecclesia: in cambio erano esentati da tributi straordinari e pre-
 stavano servizio militare solo in casi eccezionali come ausiliari. Solone continuò la sua
 riforma in senso popolare dei tribunali o elièa; i teti però rimasero esclusi per molto
 tempo dalla elièa perché i suoi rappresentanti non erano pagati e i cittadini più poveri non
 potevano lasciare il lavoro per sedere come giudici nei tribunali.

 Solone aveva fatto la riforma dello stato Ateniese basandosi sulle rendite terriere tenendo
 poco conto dello sviluppo dei traffici commerciali. I mercanti, gli industriali, e gli arma-
 tori furono insoddisfatti per una costituzione che confidava sui grandi proprietari terrieri.
 A questo malcontento si aggiunsero i ceti delle classi minori che aspiravano a un maggior
 peso politico. Questo stato di cose fece sì che il ricco e ambizioso Pisistrato approfittò
 della situazione impadronendosi dell'acropoli divenendo di fatto tiranno di Atene, nel 560  a.C.. Pisistrato fu un signore intelligente e generoso, che si appoggiò ai ceti poveri - con-
 tadini, pastori, minatori, dell'Attica - iniziò una politica industriale, navale e coloniale;
 fece costruire poi opere pubbliche, rafforzò il prestigio di Atene e dette impulso alle
 lettere e alle arti. Morto Pisistrato, il governo passò a Ippia e Ipparco, che non avevano le
 doti del loro genitore. Nel 510 a.C. accadde che i nobili mandati in esilio da Pisistrato
 tornarono ad Atene, aiutati da Sparta.

 Ripresero le lotte tra i nobili e la plebe fino a quando un geniale aristocratico, di sentimen-
 ti democratici, Clistene che rappacificò Atene con una riforma costituzionale (508 a.C.).
 La riforma costituzionale di Clistene, divideva l'Attica in piccoli distretti o demi, dotati
 di grande autonomia per gli affari e le cariche locali. I demi venivano raggruppati, tenendo
 conto delle diverse zone della regione, in 10 tribù: ogni tribù sceglieva mediante sorteggio
 50 cittadini, che insieme ai cittadini sorteggiati dalle altre tribù componevano un consiglio
 di 500 membri o bulè; quest'ultimo era l'organo più importante dello Stato ed aveva
 tutte le funzioni amministrative e politiche: in questo modo gli aristocratici persero la loro
 influenza in quanto si vennero a trovare in minoranza all'interno di ciascuna tribù. Dalle 10
 tribù provenivano i magistrati scelti per l'amministrazione della giustizia. Gli arconti furono
 portati a 10 uno per tribù; a questi si aggiunsero 10 strateghi per la conduzione della
 guerra. Tutti i cittadini facevano parte dell'assemblea popolare o ecclesia. Essa
 aveva il compito di deliberare sulle leggi e sul mantenimento o sostituzione dei magistrati.
 Aveva anche il compito di bandire un cittadino che rappresentava un pericolo per la re-
 pubblica:
 questo atto si chiamava ostracismo perchè i cittadini scrivevano il nome di chi volevano
 allontanare su cocci o ostraca.
 La riforma di Clistene portò al trionfo della democrazia in Atene a cui si aggiunse successi-
 vamente un periodo di grande prosperità economica e di una splendida fioritura culturale
 ed artistica.