Giuseppe Pignatale Presenta:
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Storia contemporanea:
L'AMERICA DEL NORD DOPO IL 1865.
Il Nord America dopo il 1865 si avviò verso un grande sviluppo industriale grazie alle sue risorse minerarie,
allo sviluppo ferroviario, all'attività indegli industriale e pionieristica di molti ......
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Sopra: la Union Pacific Railroad intorno al 1870: notare la linea telegrafica e i carri merci.
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Ristabilita l'unità, dopo la guerra di Secessione (1861-65), gli Stati Uniti si dcdirarono all'espansione economica e gli ultimi quarant'anni del secolo videro i grandi progressi dell'agricoltura del Middle West e dell'industria del settentrione.
Nel frattempo andavano unendosi anche le colonie canadesi, sia per il timore di un'espansione degli Stati Uniti verso il nord, sia perché avevano imparato dalla Guerra Civile americana i pericoli di una federazione disunita: così i Canadesi di lingua inglese e francese arrivarono infine a un accordo.
Nei 1867, poi, il Canada divenne un Dominio autogovernantesi; nel 1869 assunse il controllo dei territori situati oltre i Grandi Laghi; e nel 1871 si annetté la Columbia Britannica, sulle coste del Pacifico, promettendole una ferrovia che la collegasse al resto dal paese. Seguendo poi l'esempio della politica ferroviaria statunitense, il Governo canadese per favorire la colonizzazione di quelle regioni cedette alla Compagnia Ferroviaria Canadese del Pacifico vasti territori lungo la linea.
Nel 1869, 16 anni prima che si inaugurasse questa linea, uno sfrenato entusiasmo salutava il comple- tamento della prima ferrovia transcontinentale americana. Coloro che avevano lavorato alla sua costruzione, soprattutto Cinesi della costa occidentale e Irlandesi della costa orientale, sembravano simboleggiare l'America, luogo d'incontro del mondo intero.
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Sotto: ribattitura dell'ultimo chiodo della Cana- dian Pacific, la linea che aprì l'immigrazione nel Canada occidentale.

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Ora gli industriali dell'est potevano esportare in Cina le loro merci dai porti del Pacifico e importare tè e seta, senza che le loro navi dovessero fare il giro del Capo Horn.
Ma le ferrovie non erano il solo nuovo mezzo di comunicazione transcontinentale; telegrafo e telefono collegarono una costa all'altra.
I migliorati mezzi di comunicazione resero piú facile e più rapida la colonizzazione dei grandi territori degli Stati Uniti, tanto piú che nel 1862 una legge sulle concessioni di terreni offrì gratuitamente poderi di 65 ettari a tutti coloro che li volessero.
Nel ventennio successivo entrarono nel paese più di cinque milioni di immigranti, e oltre 20 milioni di ettari divennero proprietà privata. Tra il 1860 e il 1900, grazie a nuovi fertilizzanti e a nuove macchine per la mietitura, le terre coltivate si triplicarono e l'esportazione annuale di grano passò da 4,5 milioni di quintali a oltre 55 milioni. E questo, unito alla crescente esportazione di carne bovina e suina resa possibile dall'invenzione della refrigerazione, permise di finanziare una grande espansione industriale.
Nel 1900 gli Stati Uniti erano diventati i massimi produttori di acciaio del mondo; intorno al Lago Superiore c'erano immensi giacimenti di ferro e nel Minnesota la più ricca varietà di questo minerale esistente al inondo. Strade ferrate, ponti e locomotive si diffondevano in tutto il paese offrendo fortune a giovanotti col senso degli affari, come lo scozzese Andrew Carnegie.
Carnegie fu tipico fra i magnati che edificarono gli imperi industriali della fine del secolo. John D. Rockefeller accumulò un'immensa fortuna col petrolio; Cornelius Vanderbilt con le ferrovie; Philip Armour con la carne di bue e di maiale. Erano uomini di umili origini, che crearono enormi complessi: Rockefeller, ad esempio, si accaparrò tutte, le raffinerie petrolifere fondendole in una sola compagnia, la Standard Oil, e si assicurò cosí il controllo degli oleodotti e del mercato. Nel 1900 aveva ormai eliminato la maggior parte dei concorrenti creando il piú grande monopolio statunitense, che, mentre lo arricchiva, riduceva nello stesso tempo il prezzo del petrolio per il pubblico. In questo modo, grazie a un'organizzazione industriale senza precedenti, si poteva produrre a costi bassissimi.
La loro nuova potenza economica diede agli Statunitensi una grande fiducia in se stessi e, come gli Europei, incominciarono anch'essi a espandersi oltre i propri confini. Nel 1867 comperarono l'Alasca, che da 56 anni apparteneva alla Russia; nel 1887, grazie a un trattato, si assicurarono Pearl Harbor nelle Hawaii e nel 1898 si annetterono tutto l'arcipelago. In quell'anno, dopo una guerra con la Spagna, s'impossessarono anche delle Filippine e di Portorico e fecero di Cuba un loro protettorato. Ormai gli Stati Uniti erano diventati una grande potenza sul piano mondiale.
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Sotto: un'acciaieria nordamericansa intorno al 1876. L'industria statunitense dell'acciaio, destinata a diventare una delle più grandi industrie del mondo, stava battendo allora tutti i primati per rispondere alla richiesta delle ferrovie e delle opere di ingegneria.

A destra: raccolto meccanizzato (incisione del 1876)
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Sopra: le linee sottili rappresentano le linee ferroviarie esistenti nell'America Settentrionali nel 1870, quelle spesse le ferrovie transcontinentali: la Canadian Pacific (terminata nel 1885), la North Pacific (1883), la Union Pacific (1869) e la South Pacific (1883).
Sotto: nell'America del XIX secolo si affernarono capitalisti di potenza commerciale immensa come John D. Rockefeller (a sinistra) e Cornelius Vanderbilt.


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