a cura di Giuseppe Pignatale

 
STORIA:______ALESSANDRO MAGNO


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 Alessandro Magno, non solo una storia di massacri e conquiste ma la nascita della civiltà ellenistica, di grandi
 metropoli commerciali, come Alessandria, Rodi, Antiochia, quindi una società viva .......
 
Alessandro Magno

 copia romana dell'originale greco IV sec avanti Cristo.



 Ritratto di Filippo II di Macedonia inciso su una
 medaglia d'oro.


Mosaico: Alessandro contro il Leone


 Mappa del mondo antico
 Ecateo V sec aC



 Alessandro a cavallo . Salonicco



Battaglia di Isso
Museo Nazionale di Napoli




L'impero di Alessandro




Battaglia sull'Idaspe contro il re Poro




Spedizione di Alessandro in India




Sarcofago di Alessandro
Museo di Instambul
 

Alessandro il Macedone nasce in una famiglia dove nel letto del re Filippo, suo padre, si alternano , tra odi feroci e terribili vendette, mogli, concubine, amanti e prostitute. Nasce il 356 A.C. e, suo padre Filippo è da pochi anni re di Macedonia.

Alessandro fu un grande condottiero, politico e diplomatico dell’antichità, un innovatore dell’arte militare, e, in particolare il primo a concepire l’idea di un impero panellenico ottenuto sottomettendo la Persia.

Fu tra l’altro un precursore dei tempi, un ordinatore di stati .

L’UOMO

Era implacabile e incontentabile

Arrivò alla corona facendo assassinare tutti i suoi pretendenti : fratelli o nipoti. Secoli dopo, Machiavelli, scrisse che l’offesa, una volta decisa,deve essere spietata “da non temere la vendetta”.

Alessandro era figlio di Filippo e Olimpiade, donna bellissima, colta, figlia di Neottolemo, re dell’Epiro, che vantava la discendenza dall’Achille omerico.

Filippo ebbe molte mogli Fila, da cui non ebbe figli, Olimpiade da cui ebbe Alessandro, Filinna di Larissa, madre di Arrideo, Nicesipoli di Fere, madre di Tessalonica, Audata, madre di Cinna. Arrivando a Cleopatra si entra in un clima di pura e vera tragedia. Cleopatra ragazza bellissima, nipote di Attalo un generale di Filippo: il re perse la testa. Dopo il matrimonio con questa giovane donna, che sembrava una cosa seria, accadde che Olimpiade dopo aver tollerato gli altri legami, non sopportò questo, lasciò il marito (forse ripudiata) abbandonò la corte seguito dal figlio Alessandro.

Cleopatra fu causa di odio feroce suscitato in Olimpiade. Filippo, da parte sua per tenersi buoni i parenti della ex moglie organizzò il matrimonio di sua figlia anch’essa di nome Cleopatra col fratello di Olimpiade. Il matrimonio doveva essere celebrato a Ege vecchia capitale della Macedonia e qui avvenne che Filippo II venne assassinato da Pausania, un omosessuale che aveva chiesto inutilmente al re giustizia per un affronto subito da Attalo. Era il 336 A.C. e Filippo aveva solo 46 anni.

Molto probabilmente, il re fu vittima dell’odio infinito di Olimpiade che avrebbe organizzato il delitto.

Sia Olimpiade che Alessandro non perdonarono l’offesa subita. Successivamente, per evitare problemi dinastici, accadde che Cleopatra, rimasta senza difesa, fu costretta al suicidio mentre la figlia (o il figlio) fu assassinata. Alessandro poi fece assassinare Attalo da un sicario. Come sempre l’offesa doveva essere tale “ da non temere la vendetta”.

Dopo un orgia di sangue, Alessandro fu acclamato re dall’esercito macedone. Ha appena vent’anni ma è da almeno 4 anni che aveva fatto pratica di governo.

In guerra combatteva tra le prime file correndo molti rischi. Mangiava parcamente però gli piaceva bere se non altro perché il vino gli dava un senso di allegrezza e, a tavola gli piaceva intrattenersi a discutere.

Divenuto re, Alessandro aveva sia il problema dei barbari che si ribellavano ai confini e la Grecia vinta, però non sottomessa: occorreva decidere se abbandonarla o piegarla con la forza delle armi. Alessandro si appoggiò ai generali e all’esercito: soprattutto sul genio militare di Parmenione e Antipatro che si schieravano con favore al giovane re.

Poi Alessandro richiamò dall’esilio i suoi amici Tolomeo e Arpalo, Nearco ed Erigio, cacciati da Filippo.

La situazione era la seguente: i barbari erano in rivolta ai confini orientali e settentrionali, la Grecia che attendeva il momento opportuno per liberarsi dal giogo macedone. Demostene, ad Atene, credeva giunto il momento di liberarsi dalla stretta macedone vista la morte di Filippo II e la presenza del giovane re Alessandro. Alessandro marciò prima sulla Tessaglia e si fece riconoscere capo supremo e poi su Tebe, togliendo per il momento ogni idea “bellica”. Dopo a Corinto il giovane re presenziò la Lega Nazionale per organizzare la guerra all’impero persiano.

Dovendo mancare per molto tempo dalla Macedonia , perché doveva invadere l’impero persiano, occorreva rendere i confini del regno sicuri e consolidando il potere all’interno. Attaccò i barbari ai confini, piegando i traci, arrivando sino al Danubio e alla Serbia meridionale. Ora accadde che a Tebe si sollevò col diffondersi della falsa notizia della morte di Alessandro. Con fulminea rapidità, attraverso la Tessaglia, Alessandro piombò su Tebe, e, dopo un breve assedio, accusata di alto tradimento, venne rasa al suolo: 30.000 tebani vennero venduti schiavi. Questo idea feroce doveva servire d’esempio per evitare in futuro ribellioni.

Nella primavera del 334 A. C. , Alessandro il macedone mosse contro l’impero persiano, attraversando l’Ellesponto con 35000 uomini : nessuno pensava all’inizio di conquistare l’intero impero persiano in poco tempo e sicuramente Alessandro pensava all’inizio di annettersi l’Asia Minore. Il giovane re di Macedonia, sconfisse nel 334 A. C. , il nemico nella Troade, sul fiume Granico e avanzando lungo la costa dell’Asia Minore liberò le città greche dal dominio persiano. L’anno successivo il 333 A.C., affrontò un forte esercito persiano, guidato da Dario III, e lo sconfisse a Isso, nonostante la differenza di forze e si annesse la Fenicia e l’Egitto. In Egitto fondò Alessandria, che poi diventerà la più importante metropoli del Mediterra-neo.

Lo scontro finale avverrà a Gaugamela o Arbela presso Ninive in Assiria 331 A.C.. Il gran Re Dario III, costretto alla fuga, venne ucciso dal satrapo Besso mentre tutte le capitali ( Babilonia, Susa, Ecbatana, Persepoli), caddero nelle mani del vincitore che passò alla storia con l’appellativo di Alessandro Magno.

Queste strepitose conquiste aumentarono la sete di gloria di Alessandro che preparò una nuova spedizione nella regione dell’Indo. e decise di tornare indietro dopo l’esaurimento dei soldati, stanchi di avanzare in territori ostili e dal clima insopportabile. Rientrò in Susa nel 324 A.C. .e, da questo momento si dedicò a organizzare il suo impero.

Quando partì era legato alla tradizione politica macedone in cui il sovrano era il condottiero e l’amico dell’aristocrazia guerriera ed era imbevuto di senso di superiorità degli Elleni sui Barbari.

Ora invece Alessandro accettava la concezione del monarca universale , propria dell’Oriente, con i sistemi dispotici. Di conseguenza tendeva a mettere i Greci e i Barbari sullo stesso piano e iniziava a sognare la fusione sui due elementi creando un nuovo esercito misto e favorì i matrimoni fra i due gruppi, sposando poi Rossane, principessa della Battriana. Il programma era gigantesco e irto di difficoltà perché da una parte Greci e Macedoni stentavano a ridurre l’odio verso gli orientali, questi ultimi avevano bisogno di tempo per assimilare i valori della civiltà ellenica. Alessandro si spense improvvisamente nel 323 A.C. lasciando l’impero senza successione, un fratello deficiente e la moglie Rossane che stava per dargli un figlio.

I Diadochi, generali, in attesa che il figlio di Alessandro raggiungesse la maggiore età elessero reggente dell’impero Perdicca e si divisero il go verno delle regioni:

  • Antipatro si prese la Macedonia e la Grecia;

  • Antigono Monoftalmo (dall’unico occhio), la Frigia;

  • Tolomeo, l’Egitto;

  • Lisimaco, la Tracia; e, così via.

In Grecia risorse l’insofferenza verso il predominio macedone, ispirato da Demostene. Ne seguì la Guerra Lamiaca , perché Antipatro dovette rifugiarsi all’inizio nella fortezza di Lamia, poi gli insorti furono sconfitti e, Demostene costretto al suicidio (322). Dopo aver ripristinato l’egemonia macedone sorsero nuove complicazioni: il compito di Perdicca era reso arduo dalla vastità e eterogeneità dell’impero, le ambizioni e rivalità tra i diadochi. Sorsero molti conflitti in cui perirono Perdicca, il fratello,il figlio di Alessandro , Olimpiade e Rossane.

Da allora sorsero dall’impero di Alessandro nuove monarchie che sono:

il regno d’Egitto, toccò alla dinastia dei Lagidi, perché Tolomeo era figlio di Lago;

il regno dei Seleucidi, a Seleuco;

la Macedonia ad Antigono Gonata .

LA CIVILTA’ ELLENISTICA.

Con la morte di Alessandro il suo impero si frantuma in più monarchie ove sopravvisse per molto tempo una peculiare unità culturale dovuta alla conquista dell’Oriente da parte dei Greci e Macedoni e l’incontro della civiltà ellenica con quelle orientali. In tutto il territorio conquistato da Alessandro Magno si ebbe una comune civiltà ottenuta dalla fusione di elementi ellenici con quelli orientale che porta il nome di civiltà ellenistica.

Le sedi principali di questa civiltà ellenistica sono: Alessandria d’Egitto, Antiochia e Seleucia in Siria, Pergamo in Asia Minore, Rodi. Lo sviluppo di queste città portò alla decadenza delle città elleniche da cui ci fu una forte immigrazione di greciche dettero un forte impulso culturale ed economico all’Oriente, diffondendo lo spirito razionalistico, le proprie tradizioni, la propria lingua, l’amore per la scienza e le arti.

Il mondo ellenistico fu caratterizzato da una vita economica prospera e opulenta: Egitto e Medio Oriente furono per molto tempo grandi produttori e esportatori di grano nel Mediterraneo. Nacque una rete fittissima di traffici commerciali che si irradiò da Alessandria, e da tutte le metropoli ellenistiche per raggiungere tutti i paesi più lontani, Arabia, India e la Cina. Sorsero ovunque industrie tessili, delle ceramiche e del vetro e non dimenticare quella egiziana del papiro.

Dal punto di vista politico, i diadochi adottarono la concezione orientale della monarchia: governarono come despoti circondati da fastose corti, venerati quasi come numi e si servivano da una complessa rete burocratica. In Egitto sopravvisse la rete burocratica fondata dai faraoni. I monarchi ellenistici si inserivano nella vita economica accumulando favolose ricchezze.

Pur essendo dispotici i sovrani ellenistici si atteggiavano a benefattori dei propri sudditi: venerati come lumi dovevano avere oltre la potenza, caratteristiche superiori a comuni mortali - benevolenza, saggezza, pietà, giustizia.

 

 

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