APPROFONDIMENTI.
ALISCAFO A IDROGENO.
Gli aliscafi a idrogeno potrebbero essere utili per collegare porti come Catania, Siracusa, Messina, Genova, Taranto, favorendo collegamenti commerciali a basso costo
tutelando l'ambiente rendendo così il ponte sullo stretto di Messina inutile.
IL PROGETTO ITER.
In Francia, molti paesi, stanno studiando un sistema per produrre energia con la fusione dell'idrogeno in elio....
Le fonti alternative.
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Un mondo globale molto fragile. Da sempre il mondo che ci circonda è molto fragile. Basti pensare che alle sue origini, l'Uomo, molto debole, ha
rischiato l'estinzione vivendo di raccolta e di caccia, e, gli servirono ampi spazi. Successivamente, con la scoperta dell'agricoltura e dell'allevamento divenne
stanziale; essendo però a diretto contatto continuo con animali, molte malattie,
grazie a virus, si trasferirono da questi ultimi all'uomo stesso:
possiamo dire che ad ogni progresso c'è un lato oscuro.
L'impiego di carburanti fossili, ormai in estinzione, sta mettendo a dura prova la natura, per cui da anni si tende a "strizzare" l'occhio alle fonti alternative,
non inquinanti.
In passato si è parlato inutilmente di motore ad acqua: il sistema globale, visti gli alti interessi in gioco, ha continuato ad utilizzare i carburanti di origine
fossile mettendo così a dura prova la natura che reagisce con tropicalizzazione, desertificazioni di ampie zone, di ampliamemento di fenomeni come tornado, tifoni,
del nino e della nina con ampie distruzioni e mortalità: ricordate Katrina!!- "Aspirando a un mondo migliore: strategia di successo.
Le fonti energetiche alternative per creare un futuro certo. Le fonti alternative non inquinanti sono quelle che garantiranno il futuro dell'umanità e del
nostro pianeta: di queste analizzeremo in questa pagina html il kit a idrogeno e le pompe di calore per produrre acqua calda e riscaldamento per la casa.
Ultimamente, visto l'elevato costo raggiunto dal carburante, si stanno diffondendo i kit HHO idrogeno che permettono di risparmiare dal 30 al 60% di carburante: il
risparmio è massimo a 80 Km orari e si riduce accelerando. Le problematiche dell'impianto sono legate al controllo della produzione dell'idrogeno, altamente esplosivo:
occorre produrne quanto ne serve e controllare il sistema tramite alimentatore pwm e qualora
se ne produca di più occorrono sistemi di controllo che bloccano l'alimentazione della cella e quindi la produzione dell'idrogeno gassoso; occorre poi che il serbatoio
di acqua demineralizzata e i vari filtri siano di plastica e comunque sulla consolle auto ci deve essere almeno un interruttore di abilitazione impianto HHO: spegnendo
l'impianto di idrogeno è come se non ci fosse. Siccome la macchina funziona sempre con il carburante originale (gas, benzina e gasolio) non bisogna fare alcuna
variazione su documentazione dell'auto stessa.
La fuel cell HHO quindi viene alimentata dal circuito elettrico (batteria e alternatore) e comunque non in fase di avviamento dell'auto per evitare
sovrapproduzione del
gas e sollecitazioni dell'impianto elettrico stesso, e, man mano che l'auto accelera l'alimentatore pwm (che alimenta la fuel cell) aumenta la produzione di HHO che
finendo nel circuito di carburazione ( vedi foto in alto) si
mischia con l'aria e finisce nella camera di scoppio; il sistema di controllo elettronico del motore si accorge della presenza di un secondo carburante riducendo
quello
principale.
Una opportuna applicazione dell'impianto a idrogeno è realizzare aliscafi a idrogeno: in questo modo sarebbero favoriti
i collegamenti portuali entro i 1000 chilometri in particolare e un investimento costoso come il ponte sullo stretto di Messina potrebbe essere inutile.
Altro impiego della cella a idrogeno potrebbe essere nel riscaldamento casa e acqua sanitaria; la sua diffusione, in caldaie a idrogeno, ci permetterebbe di tutelare
l'ambiente,
spendere molto meno, quasi zero con i pannelli solari e avere la casa riscaldata e l'acqua calda per "lavarsi".
Ultimamente, lo sviluppo della tecnologia ci propone le pompe a calore che come resa danno per ogni chilowattore 3 chilowattora termici facendoci risparmiare sulla
bolletta, e,
non solo, rendendo la bolletta del gas obsoleta perché cucinando con le piastre a induzione si potrebbe avere la bollitura dell'acqua in tre minuti: quindi riduzione
costi energetici per i cittadini, rispetto dell'ambiente perché gli oleodotti di metano, in caso di perdita, sono causa d'inquinamento dell'ambiente circostante
; a questo bisogna aggiungere i costi per lo stato visto che comprando dall'estero molto denaro esce dal paese!
A destra c'è lo schema di principio di una pompa di calore: si vede che dall'aria si preleva il calore, condensatore, per passare tramite compressore (lo stesso principio della pompa
della bicicletta - in cui otturando con le dita il foro d'uscita della pompa stessa, sentiamo calore azionando l'asta - si passa poi all'evaporatore che cede calore
all'ambiente
riscaldando la stanza; il ciclo continua attraverso un tubo capillare il liquido refrigerante torna al condensatore.
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Sopra: schema di principio di un kit a idrogeno per auto per aumentare il rendimento dal 30 al 50%, consumando di meno, gas, benzina e gasolio e inquinando meno.
La macchina non subisce alcuna modifica perchè va sempre col carburante originario, ma la presenza di idrogeno nell'aria determina meno consumi e inquinamento.
Sotto: una cella a idrogeno costituita da piastre di acciaio inox immerse in potassa caustica, KOH. Applicando 12 volt aul positivo e negativo, circolerà una corrente, dipendente dalla tensione, dal numero
delle piastre e dalla conducibilità della soluzione (resistenza interna): il risultato è la nascita di una miscela di idrogeno e ossigeno che contribuisce a fare risparmiare carburante all'utente.

Sotto: ciclo di funzionamento della pompa di calore.
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