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  Giuseppe Pignatale  Presenta:
   Ambiente e Sviluppo Globale:
L'industria estrattiva e suoi effetti sull'ambiente.

L'industria estrattiva, soprattutto quella del petrolio, è forte causa d'inquinamento! Dovremmo tutelare con leggi l'ambiente, ma soprattutto impiegare molto di più le fonti alternative visto che l'oro nero non solo inquina ma è in esaurimento.

 
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Sopra un esempio di scoppio di un pozzo sahariano nel 1961: si vede la conseguente colonna di petrolio infiammato che verrà poi spenta dall'uomo vestito con tuta d'amianto che piazzerà nei pressi di essa una carica di 12 tonnellate di dinamite che, con la forza dell'esplosione, spegnerà le fiamme.

INQUINAMENTO DA PETROLIO.

Il petrolio, principale Forza Motrice della nostra Civiltà, è causa d'inquina- mento dell'ambiente. Esso viene distribuito per mezzo di oleodotti e con il trasporto marittimo del greggio; quest'ultimo è molto diffuso e rappresenta il 55-60% degli scambi internazionali.

Gli incidenti prodotti dalle petroliere, sono causa di inquinamento ambientale: collisioni, incendi, malfunzionamento delle strutture.......

Poi, c'è l'inquinamento prodotto dal petrolio, vedi fig. a destra, uscente dalla falla marina posta in profondità,vedi ultimamente il caso della BP nel Golfo del Messico: l'oro nero, uscendo ad alta pressione, si sparge successivamente sulla superficie del mare formando una pellicola che cambia di spessore e di composizione a seconda della temperatura e del movimento dell'acqua. Alla evaporazione si aggiungono processi di emulsione, aerosol, fotossidazione che portano alla formazione di una sottile pellicola superficiale e masserelle di catrame che galleggiando arrivano sotto la costa e alle spiagge. Dopo l'evaporazione dei composti volatili tossici, ha inizio l'azione di biodegradazione degli idrocarburi da parte dei microorganismi marini. A questi danni viene da chiedersi se l'enorme marea nera prodotta da un guasto "sottomarino" dalla BP nel Golfo del Messico avrà forti ripercussioni ambientali soprattutto in Europa del Nord: per esempio, a causa della presenza della Corrente del Golfo, potrebbe piovere presto acqua e petrolio in Inghilterra, causando l'inquina- mento delle falde acquifere: speriamo di no!!
Non è facile stabilire la quantità di idrocarburi che si perde ogni anno in mare: tuttavia le stime di tali perdite sembra che si aggirino su una media di 4 milioni di tonnellate l'anno per tutto il pianeta e di 600.000 tonnellate per il solo Mediterraneo.


Sopra: marea nera prodotta da una perdita "sottomarina" e suoi effetti sull'ambiente.


Poi, non bisogna dimenticare che la Corrente del Golfo, che tende a mitizzare il clima dell'Europa del Nord, è molto "delicata": circa 200.000 anni fa, il suo spegnimento causato dal riversarsi di un'enorme quantità d'acqua dolce nell'Atlantico del Nord, dovuto all'abbassamento della salinità: vedi il libro "Aspirando a un Mondo Migliore: strategia di successo" di Giuseppe Pignatale, determinò un lungo periodo di Glaciazione.

Gli uccelli e i mammiferi marini rimangono facilmente invischiati dalle masse oleose che si accumulano sulle coste o che stratificano sulla superficie del mare. Gli effetti devastanti che ha provocato la marea nera nelle isole Galapagos ha tenuto il mondo in ansia per parecchio tempo.

   

 
Gli uccelli marini sono le vittime più conosciute e più studiate negli sversamenti da petrolio. Le popola- zioni di uccelli costituite dalle specie che depongono un solo uovo, come quelle del genere Uria, sono più a rischio della black duk che ne depone cinque.Un effetto macroscopico dell'inquinamento da petrolio sugli uccelli ? la distruzione dell'effetto protettivo delle barbe e delle barbule delle penne, con conseguente passaggio dell'acqua e raffreddamento del corpo degli animali.. Il piumaggio perde le sue proprietà idrorepellenti e non consente più l'isolamento termico.
Questo è particolarmente grave per i climi freddi e può condurre alla morte per ipotermia. Gli uccelli provano a ripulirsi col becco ed alcune specie ci riescono meglio di altre. Tutto dipende dalla gravità del problema. Tuttavia così facendo ingeriscono petrolio che provoca gravi alterazioni agli organi interni.
Danni meno evidenti ma non meno pericolosi sono quelli dovuti al bioaccumulo, cioè dall'arricchimento di una sostanza negli organismi viventi per qualunque via, respirazione, ingestione di cibo, contatto. Il bioaccumulo e la biomagnificazione, cio? l'arricchimento esponenziale di una sostanza nella catena trofica, possono portare a livelli elevati di IPA nei tessuti degli organismi. Le relative conseguenze possono essere di alterazioni della riproduzione, immunotossicit?, teratogenesi, carcinogenesi, alterazioni ormonali.

In ogni caso sarebbe meglio prevenire che curare.