|
|
Mentre in Mesopotamia, caratterizzata dal Tigri e dall'Eufrate, si sviluppava la fiorente civiltà assiro-babilonese (vedi
Sumer e Accad), lungo
le rive di un altro fiume, il Nilo, si svolgeva un'altra civiltà quella degli Egizi. Il nome Egitto a questa regione nord orientale dell'Africa
fu dato ancora dai Greci.
Occorre precisare che l'Africa, con il suo clima molto caldo e la sua natura troppo aspra non è una terra buona per la razza
umana. In epoche remote, intorno il neolitico, gran parte del deserto sahariano era un terreno coltivabile abitato da
popolazioni
camite, africani di razza bianca così chiamata per la conformazione delle loro membra e del volto, assai simile alla
nostra, che per il colore della loro pelle che in realtà è nera o quasi, come quella degli attuali abissini.
Con il passare dei secoli, - vedi origini della civiltà egizia - accadde che il terreno si inaridì e quelle popolazioni si spostarono verso l'Oriente, verso
la valle del Nilo, paludosa e incolta però ricca di acque. E là condussero una misera vita. Poi, circa 6.000 anni prima
di Cristo, giunsero attraverso l'istmo di Suez, che collegava l'Africa all'Asia, le prime migrazioni di popoli semiti che nel
loro ansioso viaggio verso Occidente, penetrarono nel continente africano. A prima vista, questi rimasero delusi perchè
nel seguire il sole si erano trovati in una zona paludosa, abitata da razze negre da loro conside- rate inferiori; si accorsero
subito che però il terreno era fertilissimo a causa del limo lasciato dalle inondazioni del fiume. Avevano nel sangue il
senso dell'agricoltura e divennero agricoltori. Per tremila anni vissero coltivando il territorio e si fusero con le popolazioni
camitiche creando una nuova razza, detta nilo-camitica, che aveva un pò del selvatico del negro e un pò di spiritualità del semita.
Per tutto questo tempo coltivarono il terreno che ogni anno veniva inondato dal Nilo. Ma parliamo ora un pò del Nilo
che nasce nel centro dell'Africa dal lago Vittoria ed è quindi in parte alimentato dalle piogge equatoriali. Queste
pioggie, data la lunghezza del fiume e il caldo dell'Egitto, potrebbero risultare insufficienti. Il Nilo viene ingrossato
dalle grandi piogge che cadono da giugno a ottobre sull'altopiano dell'Etiopia, causando in Egitto la piena in tutto
il periodo di maggiore calura: allora le acque del fiume escono dal loro letto e invadono per alcuni chilometri la pianura
depositandovi il limo, costituito dai detriti di piante e fertile terra abissina, che trascinano nel loro lungo corso.
Sul finire dell'estate quando le acque del fiume si ritirano, lasciano nei campi quel fertile motriglio e sono quindi pronti
per la semina.
Nessuna meraviglia se gli Egiziani, sentissero nei confronti del Nilo, di cui ignoravano le origini, una grande riconoscenza che nella loro mentalità, come tutti i popoli antichi, animista lo portarono ad assogettare il fiume a un dio,
il dio Api. Le piene del fiume erano regolari e spesso devastatrici perchè alimentate dalle nevi invernali, non superavano
quasi mai i limiti dando agli abitanti una certa sicurezza. Per finire Erodoto disse che l'Egitto è un dono del Nilo.
Occorre ricordare che il Nilo si trasformò in un fattore di benessere per gli Egiziani - come i Sumeri e i Babilonesi sul Tigri ed Eufrate -
grazie all'abilità con cui essi regolarono il regime delle acque con dighe e canali; se fossero rimasti passivi, non sarebbero
stati altro che un misero popolo di abitatori di paludi.
L'Egitto in pratica prosperò grazie al fatto che i suoi abitanti reagi- rono alla realtà geografica, piegandola col proprio lavoro
e al proprio spirito di iniziativa.
Occorre aggiungere che i fattori geografici hanno influenzato la storia dell'Egitto: il Nilo
percorrendo il paese da Sud a Nord gli conferisce caratteristiche geografiche unitarie
facilitando le comunicazioni per via d'acqua; il deserto che lo recinge dai due lati, lo isola
dai paesi circostanti. Di conseguenza l'unità geografica dell'Egitto ne favorì l'unificazione
politica mentre la barriera di protezione del deserto protesse il paese da invasioni di altri
popoli facendo si che i regni egiziani ebbero lunga durata rispetto quelli dei popoli antichi.
Occorre precisare che popolo degli Egizi riuscirono a creare una grande civiltà perchè essi furono abili nel regolare il regime delle acque con dighe e canali; se fossero rimasti passivi,
non sarebbero stati che un misero popolo di abitatori di paludi.
Torna alla HomeBase
|
|