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La guerra del 1939-45 chiese un tributo di vite umane ancor piú alto di quella del 1914-18. Le perdite, relativamente
esigue nelle battaglie dell'Europa occidentale e del Pacifico, furono enormi sul fronte russo. In totale morirono
probabilmente 15 milioni di soldati e vennero inoltre uccisi, sia in Europa che in Asia, milioni di civili innocenti,
molti sotto i bombardamenti e molti di piú in seguito a genocidi premeditati. I Nazisti furono direttamente responsabili
della morte di quasi cinque milioni di Ebrei, e centinaia di migliaia di operai deportati in Germania dai paesi occupati che
non tornarono piú in patria.
Nei primi anni dei dopoguerra per le famiglie disperse e prive di tetto era arduo sistemarsi; soldati scampati alla morte in
battaglia ritrovavano spesso le loro case bombardate e le famiglie scomparse e, anche quando furono cosí fortunati da riunirsi
alle mogli e ai bambini, spesso passarono anni prima che potessero trovare una casa e un lavoro fisso. Questo si verificò
soprattutto nelle zone piú devastate, come la Polonia, presa in mezzo tra Unione Sovietica e Germania. Le sofferenze del singolo,
specialmente nell'Europa centrale, si accompagnarono alla tragedia delle nazioni prive di un governo efficiente, amputate di varie
regioni e rivoluzionate nell'organizzazione sociale. Nei paesi già soggetti all'occupazione tedesca, come la Francia, la
Norvegia e la Cecoslovacchia, i collaborazionisti vennero arrestati, processati e, qualche volta, giustiziati senza processo. In
tutta
Europa le tasse e i razionamenti del dopoguerra resero triste e austera la vita.
Ancora una volta la carta politica mondiale venne rivoluzionata: l'Unione Sovietica riacquistò il controllo di quasi tutti i
territori persi nel 1918; la Polonia spostò piú a ovest i propri confini a spese della Germania; la Germania venne
divisa in quattro zone, rispettivamente affidate alla Russia, all'Inghilterra, alla Francia e agli Stati Uniti (Berlino, pur
essendo in piena zona sovietica, fu occupata e amministrata da tutte e quattro le nazioni); Italia e Giappone persero le loro
colonie; molti Ebrei emigrarono in Palestina, dove contavano di costituire un proprio stato. Gli Arabi combatterono aspramente il
nazionalismo ebraico, ma, dopo un notevole spargimento di sangue da ambo le parti, il 14 giugno 1948 fu creato lo Stato di Israele.
L'aviazione aveva reso la guerra veramente "totale": la popolazione civile aveva trascorso notti quasi insonni nei rifugi antiaerei
mentre intorno cadevano le bombe; molte città, da Hiroshima in Giappone ad Amburgo in Germania, furono rase al suolo e si dovette
ricostruirle. Gli Stati Uniti, la sola nazione che non
avesse subito danni, incominciarono ad aiutare in larga misura sia gli ex nemici che gli alleati attraverso organismi internazionali
di assistenza, e il cosiddetto Piano Marshall fornì capitale americano per il riassestamento delle economie in sfacelo. Fu
cosí che prese l'avvio la rapida rinascita economica dei paesi dell'Europa occidentale, mentre l'Europa orientale, entrata nella
zona di influenza sovietica e forse ancora piú gravemente colpita dalla guerra, ebbe una ripresa assai piú lenta.
11 nuovo assetto geopolitico dell'Europa, come risultò dagli accordi fra i paesi vincitori e come fu imposto ai popoli vinti, creò
comunque problemi gravissimi che ancora oggi sono lontani dal trovare una soluzione. La divisione in due della Germania e di
Berlino e lo spostamento verso occidente delle frontiere polacche si rivelarono fonti di dissidio e focolai di tensione
internazionale estremamente pericolosi.
Quando ancora la guerra era in corso, i paesi alleati avevano incominciato a progettare una nuova organizzazione internazionale
per conservare la pace. E nel 1945 i delegati di 50 nazioni costituirono le Nazioni Unite (ONU), con sede a New York, che
ereditava le funzioni della Società delle Nazioni, ora era meglio in grado di mantenere la pace in quanto, sin dall'inizio, nel
suo Consiglio di Sicurezza erano rappresentate tutte le "grandi potenze" (Cina nazionalista, Francia, Gran Bretagna, URSS e
USA come membri permanenti, piú dieci membri temporanei eletti ogni due anni dall'Assemblea Generale). Dal 1950 in poi ci si
valse però sempre piú dell'Assemblea (composta da tutti gli stati membri) per aggirare il Consiglio di Sicurezza, dove il
"diritto di veto" spettante a ciascuno dei membri permanenti bloccava spesso ogni iniziativa. Il nome "Nazioni Unite" riflette
l'ottimismo diffuso nel 1945, ma già dopo soli due anni il mondo era diviso in due blocchi il cui antagonismo trasformò la pace
in Guerra Fredda.
A mano a mano che gli eserciti alleati sottrassero le ampie zone ai Nazisti in ritirata, si trovarono di fronte a migliaia di
campi di concentramento pieni di cadaveri o di semimorti, sopravvissuti alle campagne di sterminio.
A destra gli eredi d'un mondo impazzito: i ragazzi di Berlino occidentale, come milioni di loro coetanei dell'Europa centrale,
dopo il 1945 giocarono solo sulle macerie delle città distrutte dalla generazione dei padri. Il rapido risorgere delle città
europee dalle rovine della guerra è stato un "miracolo economico" della pace.
A seguire: un sopravvisuto dei campi di sterminio.
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